Castelli presenta il Partito Popolare del Nord. “Dobbiamo creare una Csu alla Bavarese per far vincere le nostre ragioni”

27 Novembre 2023
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“E’ una tappa di un percorso iniziato anni fa, davanti alla resa del partito all’invasione di determinati personaggi, si pensò di abdicare ai nostri simboli. Forse dovevamo pensare al fatto che il corso della storia stava avendo un riflusso. La Lega ha avuto un successo perché la storia era a nostro favore. Oggi autonomia e federalismo sono in regresso, dobbiamo resistere”.

Roberto Castelli al palazzo delle Stelline a Milano ha presentato ufficialmente oggi a Milano il Partito Popolare del Nord. Accanto a lui Luigi De Sanctis, Francesca Losi e Giulio Arrighini.

“Di fronte alla deriva centralista della Lega – spiega partendo da lontano – abbiamo fondato una associazione, pensando di cambiare da dentro la linea politica. Questo non è accaduto. Pensavamo attraverso i congressi si potesse cambiare, invece molti di questi congressi sono stati fatti in maniera (…) attraverso il voto di militanti reclutati all’ultimo. Di fronte a tutto ciò ho preso una decisione dolorosa, perché la mia prima tessera è del 1987. E’ stato inevitabile perché il partito non porta più avanti le istanze per cui era nato. Per poter gridare meglio la nostra visione della società del Nord, abbiamo fondato un partito. E’ una tappa di un percorso che non so dove ci porterà ma avevamo bisogno del nostro e del vostro impegno. Un popolo di persone che si sente orfano è numeroso, noi vogliamo essere una casa per coloro i quali non vogliono perdere la speranza. Abbiamo l’ottimismo della volontà”.

“La società è incupita – continua l’ex Guardasigilli – io ho avuto la fortuna di vivere gli anni d’oro dell’Italia, da paese contadino diventato la settima potenza mondiale. Lo abbiamo fatto attraverso il grande lavoro ma animati era una certezza, che il futuro sarebbe stato migliore del presente. Oggi è vero l’esatto contrario”.

“Il partito è un mezzo per veicolare la nostra voce in modo più significativo. Cosa vogliamo fare? Non me ne voglia Calderoli, ma voglio dire che nella palude del parlamento romano l’autonomia non ce la daranno – accusa Castelli -. Metà paese vive sulle spalle dell’altra metà del paese. Per questo non ci lasceranno mai l’autonomia. Ma ci sono altri strumenti in Costituzione per arrivarci. Io penso che uno dei mezzi per arrivarci sia un partito come la Csu bavarese, grazie a questo asse politico la Baviera in pochi anni attraverso la Costituzione tedesca e una interlocuzione decisa e costante col governo si è trasformata da regione agricola in una delle più forti regioni d’Europa e del mondo”.

“Dobbiamo declinare i nostri valori in maniera moderna per arrivare a questo risultato. Dobbiamo fare massa critica. Devo salutare Marco Reguzzoni col quale abbiamo fatto battaglie significative fino a quando non hanno fatto un “colpo di stato bianco” per mandarci via. Voglio ricordare a lui e a tutti alcune cose. C’era una società di Singapore che voleva istituire un volo di linea Singapore-New York. Lo scalo individuato è Malpensa e hanno bisogno del governo per atterrare, immaginate con quale vantaggio. Un volo al giorno!”. Ma il progetto non decolla, ricorda Castelli, Alitalia secondo l’ex ministro, avrebbe “premuto” sull’allora dicastero competente per non dare questa opportunità a Malpensa.

“Questo indica la mentalità che c’è a Roma, non si cede nulla al Nord se toglie un vantaggio al Centro Sud”.

“Avremo successo? C’è un punto fondamentale – conclude Castelli -. Dobbiamo allearci perché la cosa paradossale è che movimenti autonomisti, federalisti ce ne sono a decine, ma se non ci alleiamo non andiamo da nessuna parte. Vogliamo avere la possibilità per presentarci alle elezioni, se ci saranno le condizioni perché ciò accada. Vogliamo far sentire la nostra voce perché autonomia e federalismo arrivino alla meta. Sono sempre le “stesse cose” ma non le abbiamo ancora. Parliamo del salario minimo, ad esempio. C’è qualcuno che ha fatto presente che un salario al Nord ha un potere d’acquisto del 30% inferiore a quello del Sud? A me piacerebbe che qualche partito lo dicesse…”. Pronti, partenza, via!

Interventi integrali qui: https://www.facebook.com/NordAutonomiaeLiberta/videos/1028712618182647

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