AUTONOMIA – Quando l’obiettivo era la macroregione alpina. La firma dei governatori in Svizzera 12 anni fa. E oggi?

19 Giugno 2024
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di Stefania Piazzo – La Lega di Salvini e i governatori del Nord esultano per l’approvazione della legge sull’autonomia differenziata. Altra cosa sarà attuare questo cambio di passo, che comunque congela il volo definitivo della riforma ad una uniformità che deve essere garantita con i Livelli essenziali delle prestazioni, questione che gira tutta attorno, in soldoni, alla sanità. Come farà lo Stato a trasformare la Calabria nelle sue prestazioni alla Lombardia? Con quali soldi?

E’ di oggi la notizia che per i conti pubblici l’Europa ha aperto una procedura di infrazione per deficit eccessivo contro l’Italia. Servirà una correzione di 10-11 miliardi e una spesa ferma per 7 anni. Dove taglieranno? Ancora sulla salute?

L’autonomia era vista in un altro modo da due progetti. Il primo era quello di Luciano Bresciani, allora assessore alla Sanità nell’ultima giunta Formigoni. Aveva stretto accordi per un ambito allargato con la Baviera e altre regioni europee per lo scambio di prestazioni, ricerca e cura. In tutto 11 regioni e province d’Europa che si erano messe insieme con un potenziale di 60 milioni di cittadini europei. Una piattaforma sanitaria che metteva insieme le forze di Catalogna, Rhone Alpes, Andalusia, Veneto, Friuli, SudTirolo, Bande Wurttemberg, Trento e Bolzano. Lì non sarebbe mai caduta la scure del patto di stabilità né il rischio di tagli.

Il progetto morì con la giunta che seguì quella di Formigoni. Non serve dire chi fu il successore.

Sempre nel 2012, eravamo a fine giugno, ci fu un altro passaggio interessante, che non centra nulla con l’autonomia celebrata oggi. Ecco l’Adnkronos del 29 giugno 2012.

“Umberto Bossi e Roberto Formigoni si sono incontrati oggi a San Gallo, in Svizzera. L’occasione è stata la firma del patto per una macroregione alpina europea. Si tratta del primo incontro tra i due dopo le polemiche che stanno coinvolgendo il governatore lombardo. All’incontro erano presenti anche il vicepresidente della Regione Lombardia, Andrea Gibelli, il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota e quello del Veneto Luca Zaia”.

Di che si trattava?

Riportiamo due fonti. La Padania del 26 giugno 2012 e a seguire Il Fatto quotidiano del 3 luglio 2012.

LA PADANIA

Regioni unite per una strategia comune transnazionale sul modello di quelle del Baltico e del Danubio

Italia addio, nasce la macroregione delle Alpi. I presidenti delle Regioni dell’arco alpino italiano (Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia) e delle Province autonome di Trento e Bolzano saranno venerdì a San Gallo, in Svizzera, per incontrarsi con gli altri presidenti delle regioni alpine europee (appartenenti a Svizzera, Francia, Germania e Austria) e sottoscrivere un documento di “iniziativa delle Regioni” per la costruzione di una Strategia macroregionale europea per le Alpi.

Ne danno notizia in un comunicato congiunto i rispettivi presidenti delle Regioni Augusto Rollandin, Roberto Cota, Roberto Formigoni, Luca Zaia, Renzo Tondo, Lorenzo Dellai e Luis Durnwalder (il Friuli sarà rappresentato dal vice presidente con delega alle Politiche per la montagna, Luca Ciriani).
Sul modello delle Strategie macroregionali del Baltico e del Danubio, oggi pienamente operative, le Regioni alpine italiane, al pari di quelle di Svizzera, Francia, Germania, e Austria, si troveranno unite per condividere un percorso di coordinamento delle politiche europee, che riguardano uno spazio significativo nel cuore dell’Europa, un territorio abitato da 70 milioni di persone e costituito dalle regioni più sviluppate e dotate di un tessuto imprenditoriale e di centri di innovazione di prim’ordine.

Le Regioni e le Province autonome italiane, che abbracciano la totalità del versante sud delle Alpi, rappresentano da sole un terzo delle popolazioni del territorio interessato dalla Strategia. Esse «arrivano unite a questo appuntamento – si legge nella nota congiunta -, determinate a dare una spinta decisiva a questa iniziativa comune e a farsene sostenitrici presso il governo nazionale e tutte le istituzioni europee».

NESSUN NUOVO “CARROZZONE”. La Strategia macroregionale non significa nuove strutture od organizzazioni né maggiori spese per i cittadini. Essa rappresenta il modello di una collaborazione interregionale e transnazionale permanente per coordinare le politiche regionali, nazionali ed europee dell’area alpina verso obiettivi comuni di “sviluppo economico in un ambiente intatto”, come recita il documento dell’“iniziativa delle Regioni”. Sviluppo fondato su tre pilastri complessi ma ugualmente fondamentali: innovazione e competitività, ambiente ed energia, accessibilità e trasporti.

Queste saranno le linee di sviluppo del programma comune che sarà proposto venerdì, a nome delle popolazioni alpine europee e nell’applicazione del principio di sussidiarietà alla base della costruzione europea, ai rispettivi governi nazionali e, tramite loro, alle istituzioni europee per essere approvato formalmente.
Nelle intenzioni dei sottoscrittori, la Strategia macroregionale per le Alpi «rappresenterà finalmente il punto di svolta, un’occasione di ripensamento delle politiche per la crescita di un’Europa davvero unita dal basso, a partire dalle realtà locali e territoriali, esaltando la diversità e l’identità di ciascun popolo nella casa comune europea».

L’iniziativa degli amministratori locali padani rappresenta un importante sviluppo sul piano politico della cooperazione transfrontaliera già avviata da tempo con le regioni di confine, ben al di là delle prospettive concepibili a Roma, e dei relativi limiti. Anche a livello europeo, a tutt’oggi manca una politica comunitaria per la montagna che tenga in debito conto peculiarità, risorse e difficoltà di ciascun territorio. Ben venga, dunque, una iniziativa «dal basso» come questa, che si inserisce nel processo di superamento degli ormai vetusti confini nazionali.

A. A.

IL FATTO QUOTIDIANO

“Europa dei popoli” dalla Padania alla Baviera: sì all’accordo voluto dalla Lega

“Europa dei popoli” dalla Padania alla Baviera: sì all’accordo voluto dalla Lega

Patto siglato in Svizzera per la nascita di una macroregione che include numerose aree alpine tra Italia, Svizzera, Austria, Germania e Francia. Luca Zaia e Roberto Cota i principali sostenitori. Obiettivo: orientare la programmazione 2014-2020 dell’Unione

di Alessandro Madron

 “Una macroregione alpina per superare gli stati nazionali a favore di un’Europa dei popoli. È stato firmato a Bad Ragaz, nel cuore della Svizzera, il patto che coinvolge diverse regioni alpine europee tra Italia, SvizzeraAustriaGermania e Francia. Una grande area tra le più ricche ed industrializzate del pianeta, dove vivono circa 70 milioni di persone e sono insediate le principali realtà industriali del vecchio continente. Regioni che vanno dalla Padania leghista alla Baviera, passando per la Carinzia, la Provenza e il Rhone-Alpes, che vogliono attuare politiche comuni, capaci di dare una nuova forma alla collaborazione su base regionale e sovranazionale. Le regioni che partecipano all’iniziativa vogliono fare quadrato e promuovere una comunità di lavoro che intende sviluppare una strategia comune per orientare la programmazione 2014-2020 dell’Unione”.

Il testo illustra bene che a caldeggiare il patto c’erano Zaia e Cota, con Bossi che vedeva (alla vigilia peraltro del congresso che avrebbe eletto Roberto Maroni alla segreteria della Lega) questo accordo come uno degli obiettivi più ambiziosi per il partito.

“Questo è un nuovo inizio per il Nord – commentava Formigoni con i leghisti della delegazione – e una nuova strategia delle nostre regioni verso l’Europa. La macroregione è finalmente la strada giusta per contare in Europa”.

Zaia spiegava invece che l’obiettivo della macroregione alpina “è quello di superare i confini e di portare l’integrazione europea ad un livello più vicino ai cittadini e in linea con lo spirito dei padri fondatori dell’Europa”.

Dell’Europa meno finanziaria e più dei popoli e delle regioni però si è persa traccia, persa nelle nebbie dei nuovi corsi. Più che macroregione alpina, centuria romana.

IL GIORNALE

Direttrice: Stefania Piazzo
La Nuova Padania, quotidiano online del Nord.
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