ARRIVA DRAGHI

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Mario Draghi e’ convocato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per mercoledì alle 12 al Quirinale. Lo ha annunciato il portavoce del Quirinale, Giovanni Grasso. 

Qualsiasi Governo ci sara’, a prescindere se guidato da Mario Draghi o no, la sfida piu’ importante sara’ quella di far ripartire l’economia in un Paese stremato dall’emergenza non solo sanitaria ma anche economica. Dopo alcune settimane dallo scoppio della pandemia, l’ex Governatore della Bce aveva affidato al Financial Times le sue prime riflessioni: “”La perdita di reddito del settore privato deve essere assorbita, totalmente o in parte, dai bilanci pubblici”. Draghi aveva capito di trovarci di fronte ad una vera e propria “guerra” e come tale, deve essere finanziata come in passato e cioe’ con un aumento del debito pubblico. Durante la prima guerra mondiale, in Italia e in Germania, “tra il 6 e il 15% delle spese in termini reali furono coperte dalla fiscalita’”. Per Draghi La priorita’ “non deve essere soltanto fornire un reddito base a coloro che hanno perso il proprio lavoro. Innanzitutto dobbiamo evitare che le persone perdano il proprio lavoro. Se non lo faremo usciremo da questa crisi con un tasso e una capacita’ produttiva permanentemente piu’ bassi”. Per proteggerli, “serve un immediata iniezione di liquidita’”, che e’ “essenziale per le aziende per coprire le spese operative durante la crisi, si tratti di grandi, piccole o medie imprese o lavoratori autonomi”. 

Sei mesi piu’ tardi, in un’intervista al Corriere della Sera, Draghi senza citare direttamente il Recovery Fund ha detto che “questa e’ un’opportunita’ unica di investire in molti progetti di valore elevato”. “Se sono vecchi o nuovi non e’ importante, cio’ che conta e’ che il loro valore sociale sia dimostrabile” ha sottolineato l’ex numero uno dell’Eurotower. In altri termini, e’ stato il suo suggerimento, “quel che bisogna valutare e’ se un progetto e’ utile o no. Se supera certi test che riguardano il suo tasso di rendimento sociale, come anche nell’istruzione o nel cambiamento climatico, oppure e’ semplicemente il frutto di una convenienza politica e di clientelismo”. “In base a tutte le previsioni, i tassi d’interesse resteranno bassi per molto tempo” ha proseguito spiegando che “la mia congettura e’ che, in ultima analisi, la sostenibilita’ del debito pubblico in un certo Paese sara’ giudicata sulla base della crescita e quindi anche di come verranno spese le risorse di Next Generation EU. Se saranno sprecate, il debito alla fine diventera’ insostenibile perche’ i progetti finanziati non produrranno crescita. Se invece i tassi di rendimento dei progetti fossero elevati e tali da giustificare l’investimento pubblico, allora la crescita arriverebbe e diventerebbe il fattore decisivo per la sostenibilita’ del debito”. Infine, Draghi ha rilevato come la pandemia rappresenti un vero e proprio pericolo sociale. “Le persone in questo momento si sentono perse, c’e’ molta incertezza” ha evidenziato. “Le banche centrali non hanno molte alternative alla scelta di continuare per un lungo periodo di tempo quel che hanno fatto finora. Ma in realta’ il virus e la rapidita’ con cui si arrivera’ alla vaccinazione di massa determineranno tutto. Solo allora le persone potranno ricominciare a viaggiare e assumersi rischi d’investimento: per molti e’ difficile farlo solo sulla base di una conversazione su Zoom”. 

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