Anche a Trieste multe ai commercianti in piazza. Occhio che arriva “Podemo”

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Pochi giorni fa si e’ svolta a Trieste, nella piazza principale, la manifestazione di commercianti e ristoratori volta a chiedere la fine del lockdown e a denunciare l’assurdità bizantina delle misure repressive attorno ad esso.

Nonostante fosse autorizzata, i partecipanti sono stati identificati e sanzionati, dimostrando come le ragioni della manifestazione non fossero per nulla infondate.

Ed è dal movimento “Podemo” che riceviamo questa nota, che pubblichiamo.

Come al solito, a Trieste, chi dimostra di avere una certa quantità di voti in quanto categoria, attira le attenzioni di ogni gruppo politico. Dalla sinistra immediatamente pronta a condannare qualunque cosa non rientri nel proprio canone morale di cio’ che è giusto, alla destra di ogni tipo che vuole convertire qualunque briciola in voti spicci.
Si tratta di due facce della stessa medaglia, attori che, certo, adottano degli stili differenti, ma pur sempre di teatro si tratta.

Questo ci fa riflettere su quanto davvero soli siano commercianti, imprenditori e ristoratori triestini di fronte ad un Moloch statale, di fronte a misure assurde e senza senso, e di fronte a una tassazione che si fa sempre piu’ schiacciante.

A tutti coloro che sono al momento portati all’esasperazione vogliamo dire che non troveranno soluzione alcuna presso coloro che di fatto vivono sulle loro tasse.

Da un punto di vista locale, le soluzioni sono di fronte ai nostri occhi: la riapertura delle attività deve essere immediata (per quanto in sicurezza), il peso fiscale dev’essere dilazionato o rimandato, ed il surplus fiscale che Trieste spedisce a Roma – di più di un miliardo e mezzo all’anno! – deve invece essere usato per sostenere lo sviluppo di attività in loco.

Non servono lunghi discorsi ideologici, voli pindarici o framework culturali: se non ci si muove ora, il numero di attività economiche ancora in piedi nel giro di un anno sarà ridottissimo.

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