Allarme UE: la Merkel è bollita?

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di Luigi Basso – L’altro giorno la Cancelliera Angela Merkel ha convocato i giornalisti di alcune fra le più importanti testate europee per introdurre in modo adeguato l’avvio del semestre di Presidenza del Consiglio Europeo da parte della Germania, la seconda volta (l’altra Presidenza si tenne nel 2007) dell’era Merkel iniziata nel 2005.
L’intervista, molto lunga, ha toccato a 360 gradi tutti i grandi temi della nostra epoca.
Dato che la Cancelliera concede interviste col contagocce, dobbiamo pensare che l’incontro con la stampa Europea sia stato concepito da Merkel come molto importante e strategico.


I punti del Merkel pensiero possono essere così riassunti:
1 alla Germania interessa la UE come mercato unico e, dato che per modificare i Trattati ci vuole l’unanimità, non sono possibili altre formule rispetto all’assetto attuale, che, tuttavia, è superato: se ciò non è avvenuto è per colpa dei francesi e degli olandesi che bocciarono la Costituzione europea;
2 l’UE non è uno Stato Federale, ma (non si capisce perché) il diritto europeo prevale comunque su quello nazionale, anche se non è ben chiaro, riconosce Merkel, cosa sia il diritto europeo;
3 l’Italia e la Spagna sono messe male: si rivolgano alla trojka;
4 faremo pagare la Brexit ai britannici con un negoziato in cui useremo gli standard ecologici come una clava;
5 la UE è storicamente filo atlantica, ma gli USA non mi piacciono al punto che preferisco stringere intese con stati asiatici autoritari ed ostili all’Occidente.


Insomma, il ensiero di Merkel non sembra un piano strategico per gli anni a venire, ma piuttosto appare come il Manifesto dell’Irrazionalita e del non senso. Soprattutto sul fronte della politica estera europea il piano Merkel è piuttosto inquietante e allarmante: abbandonare le posizioni occidentali per avvicinarsi alle autocrazie asiatiche è molto pericoloso e denota che Merkel agisce accecata solo dall’avversione ideologica contro le grandi democrazie liberali atlantiche.


Dopo 15 anni di governo, anche i migliori politici vanno a finire sul carrello dei bolliti, anche se si chiamano Merkel: per questo dovrebbero ritirarsi dopo due mandati come fanno saggiamente negli USA.

Photo by Angelo Abear

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