Alberoni dice che ci salverà il Federalismo vero. Sì, e la scuola. Tutto il resto è finto. Prima delle competenze pretendiamo i competenti

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di Stefania Piazzo – Ogni tanto il federalismo torna sui radar. Francesco Alberoni ha rimesso in pista il dibattito su Il Giornale, specificando che se è vero, il federalismo cambia la vita, è addirittura salvifico. Ha ragione a specificare, esiste anche il finto federalismo. Anzi, è esistito solo quello. E’ passato per una finta talea dei diritti di autodeterminazione, con una finta Repubblica padana, ha attraversato una finta secessione, una finta Bicamerale per le riforme, una finta devolution, un finto referendum che la spazzò via, un finto federalismo fiscale, una finta attribuzione di poteri col Titolo V della Costituzione, un finto referendum per l’autonomia finta e via fingendo, una finta abolizione delle Province, sostituite con 1100 enti intermedi…

Anche le Regioni sono finte? Sì, anche le Regioni. Ancora non le abbiamo viste. Quelle che hanno dato il meglio ed il peggio di sè in questa pandemia sono la moltiplicazione di ritardi, ottusità gestionali, nomine, partecipazioni, assecondanti e riverenti nell’obbedire alle regole, sbagliate, antistoriche e preistoriche del bizantinismo romano. Sono la copia territoriale del Parlamento. Sono il fax di 21 ministeri. Incassano, ingoiano, trangugiano.

Il federalismo è responsabilità di spesa? E loro fanno il contrario. Il federalismo è autonomia sanitaria? E loro fanno l’opposto. Il federalismo è competenza sulla scuola? E loro prendono ordini dal ministro di turno. Il federalismo è utilizzare le risorse del territorio per l’autogoverno? E loro non reclamano il residuo fiscale. Insomma, difendere questa baracca è impossibile, e non ne abbia a male chi dice che è in atto un attacco dello Stato centralista per togliere competenze alle Regioni.

Io le farei togliere tutte le competenze a gente così e in un tavolo, alla trattativa con lo Stato, chiederei nuove regole per selezionare persone competenti. Non basta una laurea, s’intende. Ma un minimo di capacità sì. Se per dirigere un reparto devo fare un concorso da primario, perché per amministrare la sanità di 9-11 milioni di persone non devo dimostrare nulla? E per andare a Roma e farmi eleggere non serve avere idee, basta che io sia leale a qualcuno e meritarmi dieci volte lo stipendio del primario?

Alberoni scrive bene che il problema non è contrapporre Nord e Sud ma la questione è tra periferia dell’impero e l’impero stesso. Cioè realizzare vere Regioni, in un vero Stato federale. Come nel Nord Europa. Ma nel Nord Europa le scuole sono serie. Sfornano ancora statisti. Da noi solo statali. Occorre cambiare la forma di Stato? Vogliamo fare tre macroregioni? Facciamone tre! Ma cambierebbero pure le competenze. Quelle della contabilità: in entrata e in uscita. Chi lo va a dire ai fanbullisti di Stato, agli imbucati-trombati nelle Regioni e negli enti dove hanno avuto ristoro della trombatura, che dovranno lavorare? E studiare?

Un’opzione ci sarebbe per gli esperti che confondono i congiunti con i congiuntivi, che propongono la tassa sulle merendine per alzare gli stipendi ai prof o che chiudono fino a settembre gli asili privati per farli fallire e non far fare più figli in futuro o che usano gli imbuti per fare didattica o scambiano un contagiato per la somma di due mezzi contagi o che scarcerano i boss o che pensano che l’app immuni serva ad avvisarci che siamo vicini a dei Covid positivi o che sostengono che al caldo la temperatura salga come fossimo rettili e quindi non si possa misurare in spiaggia, o che Pinochet fosse venezuelano, che la Russia fosse nel Mediterraneo: tutti nei campi del ministro Bellanova, dove chiedono braccia per raccogliere frutta e verdura.

Infine, Alberoni non dice un’altra cosa, cruciale. Il vuoto che va riempito non è solo politico, ma, come abbiamo capito, è scolastico. Abolita la geografia, e la storia alla maturità, abbandonati milioni di studenti a casa, il futuro è nelle mani di chi scava una fossa nelle diverse competenze degli studenti da Nord a Sud. Il primo vero federalismo dovrebbe garantire linee essenziali di assistenza, come in sanità, anche a tutti i giovani cittadini. Futuri federalisti responsabili ciascuno a casa propria. Prima la competenza, poi ti prendi le competenze.

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