Gettonisti e liste d’attesa. Alessandria fotografia dell’Italia

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di Gigi Cabrino – Dopo il caso delle coop e dei gettonisti a richiamare l’attenzione sull’Asl Alessandria sono le lunghe liste di attesa.
Radio Gold, emittente e agenzia di stampa alessandrina nei giorni scorsi ha pubblicato un’inchiesta sui tempi di attesa per esami e visite nelle strutture dell’Asl Alessandria.
“Quello delle liste d’attesa è un problema che oggi più che mai rischia di diventare un’emergenza sociale. In un quotidiano dove tutto aumenta, dalla luce al gas fino alla spesa alimentare, sempre più persone potrebbero non riuscire a permettersi esami dai privati”.


I tempi sarebbero dettati dal Ministero della Salute. “Per quelle “Urgenti” è prevista un’attesa massima di 72 ore, la classe “B”, ossia Breve, prevede un’attesa massima di 10 giorni, per quella “D”, Differita, sono fissati 30 giorni per le visite e 60 giorni per gli esami e, infine, per la classe “P”, quindi Programmata senza priorità, oggi c’è un massimo di 120 giorni.


Tempi che vengono rispettati per le urgenze, ma “quando si tratta di prestazioni urgenti e brevi, ha assicurato il Direttore Amministrativo dell’AO Al, Massimo Corona. In base agli ultimi dati, aggiornati proprio a metà ottobre, la risposta dell’Ospedale di Alessandria diventa in alcuni casi decisamente meno tempestiva quando si prenotano esami o visite in classe “D”, quindi Differita”.


Per rendere l’idea “servono ad esempio 494 giorni (circa 16 mesi) per una visita generale Oculista all’Infantile di Alessandria e per la stessa prestazione le prenotazioni risultano al momento sospese all’Ospedale Civile. Sempre al Santi Antonio e Biagio servono poi 240 giorni per un esame del fondo oculare. Nel caso dell’Oculistica, anche per interventi come quello per le cataratte, “i tempi sono lunghi in tutta la regione”, ha precisato il Direttore Amministrativo dell’Azienda Ospedaliera. L’Ospedale di Alessandria in questa specialità sta però scontando anche una netta riduzione del numero di medici. Dai sette oculisti che prima si spostavano tra Civile e Infantile oggi ne sono rimasti solo 3 che faticano quindi a smaltire appuntamenti che si sono sono accumulati in agenda durante i lunghi mesi della pandemia”.


I tempi di attesa non sono rispettati per molte prestazioni, “ancora oggi attendono più di quanto stabilisce il Ministero della Salute anche i cittadini che cercano di prenotare una visita generale alla Pneumologia dell’Ospedale di Alessandria (attesa 119 giorni), chi deve effettuare una visita generale in Cardiologia (114 giorni) e i cittadini che devono sottoporsi a una ecocardiografia (98 giorni). Per l’eco-cardio, ha sottolineato il Direttore Amministrativo dell’Azienda Ospedaliera, i numeri del 2022 sono però gli stessi del 2019: “Non c’è stata, quindi, una riduzione delle prestazioni nonostante i tempi siano dilatati dalle più rigide procedure di sanificazione e dai protocolli per il distanziamento“. Cardiologia, ha spiegato ancora Massimo Corona, è però un’altra delle specialità dove manca personale ma, in questo caso, le criticità dovrebbero ridursi a breve grazie all’assunzione di 3 nuovi medici”.


Dall’ASL fanno sapere che “da aprile a settembre 2022 abbiamo erogato il 118% delle prestazioni del 2019 e questo nonostante oggi ci siano 30 medici in meno rispetto a 3 anni fa e tempi di erogazione siano dilatati dalle procedure per il covid. Questo è stato possibile grazie alla disponibilità e al lavoro extra del personale medico e infermieristico“.


Il problema del personale sta nel fatto che per i medici il lavoro in ospedale non è appetibile, spesso i concorsi vanno deserti, “i professionisti, e in particolare oculisti, psichiatri, ortopedici pediatri ma anche anestesisti e medici del Pronto Soccorso, oggi preferiscono altre “offerte” rispetto a quelle che può avanzare un’azienda sanitaria pubblica”.


A tal proposito il personale in servizio cita alcuni dati che rendono l’idea della situazione: “In Pronto Soccorso, ad esempio, oggi abbiamo 8 medici interni a fronte dei 21 che dovrebbero essere. I medici delle cooperative si occupano di gestire solo i codici bianchi e verdi quindi quando arrivano in Pronto soccorso pazienti con codice dal giallo in su sono i nostri strutturati a seguirli. E, ovviamente, questo impatta su tutto l’ospedale. Se un nostro professionista è in Pronto Soccorso non può essere contemporaneamente anche in reparto o in ambulatorio e questo incide sui tempi di attesa di chi prenota visite ed esami“.

Gigi Cabrino nato a Casale Monferrato (AL) nel 1977, laureato in economia aziendale, in Teologia e specializzato in servizi socio sanitari, padre di quattro figli. Consigliere comunale a Villanova Monferrato per due mandati a cavallo del secolo scorso e a San Giorgio Monferrato dal 2019. Lavoro nella scuola pubblica da alcuni anni come insegnante prima e tra il personale non docente poi. Atleta di fondo e mezzofondo da sempre.

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