Salvini conferma espulsioni, dice no a Bossi. Zaia: Nella Lega siamo stabili. Non accettabile soggetto alternativo. Fedriga: in primavera in Friuli al voto lista del presidente

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“Nella Lega siamo stabili, ci saranno le stagioni congressuali. Quello che è accaduto in Lombardia a me fa piacere, che Bossi e quelli che hanno istituito il Comitato del Nord abbiano preso le distanze. Una cosa è la discussione, il confronto, un’altra roba un soggetto politico alternativo, che è insostenibile”. Così il presidente della regione Veneto, Luca Zaia, ad Agorà su Raitre.

Non ci sarà alcuna revoca del provvedimento di espulsione dalla Lega di Antonello Formenti, Federico Lena e Roberto Mura, i tre consiglieri ‘ribelli’ del Pirellone, che dopo aver lasciato il gruppo consiliare lombardo ‘Lega per Salvini premier’, sono stati ieri cacciati dal partito. Questa mattina, Matteo Salvini, a chi gli ha chiesto se intendesse dar seguito alla richiesta di Umberto Bossi di revocare la misura disciplinare per i tre ha fatto sapere che tirerà dritto: “Chi sceglie di uscire da un movimento è libero di farlo ma fa una scelta”.  

Una presa di posizione che sottolineano fonti di via Bellerio conferma quanto previsto dallo statuto leghista (Lega per Salvini premier) che prevede, all’art. 32 “l’espulsione dalla Lega per Salvini Premier e dalla articolazione territoriale regionale di riferimento per competenza territoriale a causa di indegnità o di ripetuti comportamenti gravemente lesivi della dignità di altri soci, o a causa di gravi ragioni che ostacolino o pregiudichino l’attività della Lega per Salvini Premier o della articolazione territoriale regionale o ne compromettano l’immagine politica”. Articolo dello statuto in cui si fa riferimento inoltre a “candidatura da parte del socio in una lista non autorizzata comprovata da documenti ufficiali o l’adesione a gruppi diversi da quelli indicati da Lega per Salvini Premier da parte di soci eletti alla carica di parlamentare, di europarlamentare e di consigliere, presidente di provincia e sindaco, comprovata da documenti ufficiali”.  

Le elezioni regionali del Fvg si terranno in primavera, dopo il voto del 12-13 febbraio in Lazio e Lombardia; Massimiliano Fedriga sta già lavorando a una lista del governatore perché “stiamo vedendo che molti cittadini, che non si riconoscono nei partiti nazionali del centrodestra, e che magari guardano anche ad altre parti politiche, apprezzano l’azione amministrativa che abbiamo svolto”. Fedriga lo ha detto a La Stampa – che ha rilanciato una lunga intervista ad altri quotidiani del Gruppo Gedi – confermando quanto anticipato all’Agenzia Ansa nel settembre scorso. “Sono fiducioso” ha detto Fedriga al quotidiano di Torino, precisando che la sua “non è un’operazione per recuperare consenso ma per allargarlo”, richiamando l’esempio di Zaia e Toti.

“Credo che una lista del presidente dopo il primo mandato sia utile alla coalizione per offrire agli elettori un’alternativa” fuori dai “binari nazionali”. Rispondendo a una domanda sull’autonomia, Fedriga ha annunciato che dopo un confronto “con tutti i governatori, da Nord a Sud, e delle diverse forze politiche”, si sta “trovando una strada condivisa per superare le legittime perplessità di alcuni colleghi”; e chiede di “implementare il Pnrr per renderlo il più utile possibile”, rivendicando un ruolo per le Regioni. E’ invece “molto preoccupante” il fenomeno migratorio, soprattutto al Nord Est: “La rotta balcanica non si è interrotta e rispetto agli anni scorsi abbiamo visto continuare gli arrivi anche con l’inizio del freddo: da gennaio a novembre abbiamo avuto 17 mila ingressi”, ha indicato, chiedendo la riattivazione delle “re-immissioni in Slovenia” e accordi “con tutti gli altri Paesi interessati”, visto che se “dal mare ci dicono che siamo un Paese di primo ingresso, dalla terra non lo siamo”. Infine, la Lega: “Bossi è colui che ha fondato la Lega e non l’ha mai lasciata. Ho profondo rispetto per lui e penso che abbia ancora molte cose da dire e sia utile stare ad ascoltarlo”. Io, conclude, “continuerò a operare nel mio piccolo per tenere unita la Lega” che deve essere “una e unita”.

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