Moratti e la lista autonomista figlia del Comitato Nord

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 di Cassandra – Salvini non cede. Bossi neppure. Ma il Capo ha dalla sua qualche marcia in più. La testa politica, e un partito nazionalista che davanti a tutti mostra i segni di incipiente decadenza. Basti vedere chi sono gli uomini di punta in Lombardia….

In ogni caso domenica mattina a Milano all’Hotel dei Cavalieri, verrà presentata la Lista Moratti. Ora la notizia che circola è che la strategia dei leghisti fuoriusciti sia quella di una lista autonomista a sostegno di Letizia Moratti. Sarà un modo per agire a tenaglia. Da una parte gli autonomisti pro Moratti, dall’altra l’incognita, si fa per dire del Comitato Nord.

Bossi come un generale che si rispetti, osserva dall’alto di Gemonio lo schieramento delle truppe. Magari con divise diverse, ma con un unico “nemico”. Il sovranismo disfattista di un partito di destra, arroccato su vette impossibili.

Esserci e non esserci è la strategia del fondatore della Lega, che vive paradossalmente da un decennio in un condominio che si chiama Lega ma che in realtà è casa Salvini. Più accoliti stretti.

L’esito del voto di febbraio sarà importante. E’ un’azione di progressivo indebolimento. Per evitare il premio di maggioranza a Fontana, per una Lega che sarà se va bene il terzo partito lombardo, stampella di Fratelli d’Italia. Anche volendo eleggere Fontana, sarà un presidente più che dimezzato, ostaggio delle crescenti divisioni leghiste, dello strapotere meloniano, e delle imbarazzanti scelte politiche lombarde del segretario federale che commissaria il partito in Lombardia ponendo il suo migliore statista a guardiano di uno scatolone vuoto.

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