Video Mottarone – Polemica tra Salvo Sottile e Bufale.net. Dopo la ricostruzione dei fatti e la critica a pubblicazione banna il profilo instagram dei debunker

Lettura 6 min

di Stefania Piazzo – Fa discutere e indigna la pubblicazione del video degli ultimi attimi di vita dei passeggeri della funivia del Mottarone. E’ davvero giornalismo proiettare gli ultimi respiri di 14 vite umane? Vedere come si sono schiantate come se fosse una gif? Era uno scoop necessario? Dà una svolta alle indagini? No. Questa è la nostra posizione. I giornalisti non sono Dio. Non hanno potere di vita e di morte. Ma la vicenda va anche oltre. Bufale.net ha infatti pubblicato sul proprio profilo fb questo messaggio di testo.

A questo post si aggiunge quello di Claudio Michelizza.

Salvo Sottile che è un giornalista ha BANNATO l’account instagram di bufale.nethttps://www.instagram.com/salvosottile_/ che esprimeva informazioni corrette sul video della funivia che ha postato su tutti i suoi social avvertendolo.Ecco come esercitano la difesa i “professionisti” dell’informazione.Non lo dico mai, ma CONDIVIDETE e taggatelo nei commenti.Ripeto ha bannato un portale che da 10 anni lotta contro le fakenews, un comportamento gravissimo. Attendiamo risposta oppure si penseremo noi a ricordarvelo nei prossimi mesi.

In questo servizio il sito aveva così commentato la pubblicazione devastante della caduta libera della funivia.

Per qualcuno sarà buonismo inutile, per le persone sane di mente una semplice constatazione quella che abbiamo fatto oggi 16 giugno a proposito del video riguardante la caduta della funivia del Mottarone. Per qualche strana ragione, infatti, le immagini in questione sono diventate di dominio pubblico e, prontamente, alcune testate hanno pensato di darle in pasto alle persone. Un incidente nel quale più di dieci persone hanno perso la vita, con un bambino (unico sopravvissuto), che ha dovuto dire addio alla mamma, al papà e al fratellino.

A cosa serve mostrare il video sulla caduta della funivia del Mottarone?
Siamo buonisti se pensiamo che diffondere il video che mostra la caduta della funivia del Mottarone sia indecente? Bene, allora siamo orgogliosi di avere questa etichetta. (…)Cosa fornisce in più al lettore il video incentrato sulla caduta della funivia del Mottarone? Non dovrebbe essere materiale per i soli inquirenti al fine di accertare le dovute responsabilità? Tra l’altro, anche su quest’ultimo tema abbiamo provato qualche settimana fa ad innescare qualche riflessione. Purtroppo senza successo, a proposito della privacy degli indagati e delle relative famiglie. Quella che traspare oggi è la morbosità di chi guarda il video e lo sciacallaggio delle testate che lo propongono, magari per qualche migliaio di click in più sopra la media giornaliera”.

Qui il servizio integrale. https://www.bufale.net/lo-sciacallaggio-indecente-sul-video-relativo-alla-caduta-della-funivia-del-mottarone/

Ma vale la pena leggere anche l’approfondimento qui: https://www.bufale.net/procura-di-verbania-su-divulgazione-video-della-funivia-del-mottarone-vietato-ed-inopportuno/

La procura spiega in un ampio e dettagliato comunicato la sua posizione sulla vicenda.

In riferimento al servizio mandato in onda dal TG 3 della RAI in data odierna, nel quale sono state trasmesse le immagini estrapolate dall’impianto di videosorveglianza della funivia Stresa-Alpino-Mottarone, immediatamente riprese e descritte da numerosi altri organi di informazione, preciso che tali immagini, contenute in un file video, risultavano depositate, unitamente a tutti gli atti di indagine, all’atto della richiesta di convalida del fermo e di applicazione di misura cautelare, con diritto degli indagati e dei rispettivi difensori di prenderne visione ed estrarne copia, diritti ampiamente esercitati.

Si tratta, tuttavia, di immagini di cui, ai sensi dell’art. 114 comma 2 c.p.p., è comunque vietata la pubblicazione, anche parziale, trattandosi di atti che, benché non più coperti dal segreto in quanto noti agli indagati, sono relativi a procedimento in fase di indagini preliminari.

Ma, ancor più del dato normativo, mi preme sottolineare la assoluta inopportunità della pubblicazione di tali riprese, che ritraggono gli ultimi drammatici istanti di vita dei passeggeri della funivia precipitata il 23 maggio scorso sul Mottarone, per il doveroso rispetto che tutti, parti processuali, inquirenti e organi di informazione, siamo tenuti a portare alle vittime, al dolore delle loro famiglie, al cordoglio di una intera comunità.

Portare a conoscenza degli indagati e dei loro difensori gli atti del procedimento a loro carico nelle fasi processuali in cui ciò è previsto, non significa, per ciò stesso, autorizzare ed avallare l’indiscriminata divulgazione del loro contenuto agli organi di informazione, soprattutto, come in questo caso, in cui si tratti di immagini dal fortissimo impatto emotivo, oltretutto mai portate a conoscenza neppure dei familiari delle vittime, la cui sofferenza, come è di intuitiva comprensione, non può e non deve essere ulteriormente acuita da iniziative come questa.

Procuratore della Repubblica
Olimpia Bossi“

Servizio Precedente

Dopo il down del web, in tilt i siti internet delle compagnie aeree Usa

Prossimo Servizio

Alta Velocità al Sud. Affidiamo i lavori ai Ladini

Ultime notizie su Opinioni