Vaccino, siamo sicuri che arrivi?

Sappiamo ancora poco e le tempistiche non sono ancora chiare

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di Luigi Basso – E niente. Non c’è niente da fare.
La stampa mainstream italiana ha la stessa capacità di critica e di analisi di un pesce rosso dentro un acquario.
Anche le notizie, purchè arrivino da un certo “giro”, qui da noi trovano sempre enorme spazio nelle prime pagine: la cosa divertente è che la stampa italica (sedicente) di destra e quella (sedicente) di sinistra riescono pure a litigare su queste notizie.
L’ultimo esempio in ordine di tempo è rappresentato dalla esagerazione fatta da moltissimi giornali mainstream sul vaccino contro il Covid 19 prodotto da Pfizer.
“Covid, la cura c’è già”, “All’Italia 1,7 milioni di vaccini”, “Il vaccino è vicino”, hanno trionfalmente titolato da destra a sinistra; addirittura vi è stato pure chi ha intravisto nell’annuncio della casa farmaceutica Pfizer effettuato a dopo le elezioni presidenziali un chiaro sabotaggio della rielezione di Trump, insomma, un complotto.
Purtroppo per tutti noi la verità è ben diversa: basta leggere sul sito della Pfizer come stanno le cose.
Il candidato-vaccino ha superato la prima analisi della fase 3 dello studio; ha avuto un buon risultato su una piccola fetta di pazienti, ma lo studio deve andare avanti ancora per un po’.
In ogni caso, come scrive la rivista Nature.com, gli scienziati sono molto cauti su questo candidato-vaccino perché si hanno pochissime notizie e mancano troppi dati per poter arrivare ad un giudizio.
Le domande insolute non sono mica quisquilie: non è noto il livello di gravità dell’infezione nei pazienti osservati; non si sa se chi si vaccina può trasmettere il virus ad altri non vaccinati; non si conosce la durata della eventuale copertura vaccinale (se fosse di 6 mesi, non sarebbe molto utile, per esempio); non sappiamo se il vaccino funziona con tutte le fasce della popolazione allo stesso modo.
Insomma, non sappiamo praticamente nulla.
L’unica cosa certa è che se avessi investito in azioni Pfizer qualche giorno fa, oggi avrei guadagnato una bella sommetta.
L’altra cosa certa è che la stampa italica non cambierà mai.
E’ la solita stampa, quella che il 7 giugno 1944, a proposito dello sbarco in Normandia titolava profetica “La massa di fuoco della difesa germanica batte le unità alleate sulla costa della Normandia”.

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