Vaccini e cure a domicilio, il duromollismo di sempre

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di Sergio Bianchini – Il capo dello stato ha detto che vaccinarsi è  un dovere. Ma non è  vero. Infatti l’obbligo di legge non c’è  e lui che è  capo della magistratura lo sa e non può  equivocare parlando come se fosse un prete.Ma ormai in italia il decisionismo statale è  stato ucciso cominciando dall’era Craxi.

E siccome i governi non riescono a governare lo stato supplisce con l’esortazione estenuante e minacciosa ma impotente.
L’unico risultato vero è  la continua crescita del conflitto orizzontale, quello in basso, tra i cittadini spinti continuamente ad una  “libera” monoliticità  impossibile che crea ovunque un clima da guerra civile fredda.
Nella presentazione del suicidio del povero primario sostenitore della cura dei malati col sangue(plasma) dei guariti da covid si sente dire che sosteneva una cura alternativa al vaccino. Incredibile idiozia da ignoranti patentati. La cura si fa ai malati di covid mentre il vaccino è  una prevenzione della malattia.
E questi  ignoranti veri danno dell’ignorante a chi difende la libera scelta.


Non sento mai una trasmissione in cui si parli delle cure ai malati che sono decine di migliaia. Quali cure si fanno negli ospedali, quali cure si fanno a casa? Non sarebbe interessante parlarne? E invece no, si continua a bastonare i dubbiosi anche se passa ancora più  di un mese per vaccinare chi lo chiede, data la penuria di vaccini. Che senso ha fare oggi il pressing persuasivo stante la penuria di vaccini? Finita la penuria si potrebbe riparlarne ma credo che a quel punto, con anche le farmacie dotate di vaccino, non ce ne sarà  più  bisogno. 


Siamo allora qui a ridere e piangere in una situazione come al solito troppo dura e troppo molle contemporaneamente. Durissima a parole e molle nella pratica o viceversa. 
Tanti anni fa inventai il termine duromollismo per definire lo stile del nostro stato che però  è  anche simile a tutti noi, incapaci di confrontarci sulla prassi, sui fatti e sui programmi e di cercare nei fatti e non nella disputa ideologica o  filosofica la verità. 
E quindi incapaci, ancora dopo decenni di dispute, di generare governi capaci di attuare il buongoverno. 


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