Usa: “Project Veritas” pubblica comunicazione interna di ad Twitter su espulsione Trump

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 Project Veritas, organizzazione statunitense di orientamento conservatore che si e’ auto-attribuita la missione di svelare profili di corruzione nelle istituzioni statunitensi, ha pubblicato ieri, 14 gennaio, una videocomunicazione interna dell’amministratore delegato di Twitter, Jack Dorsey, durante la quale quest’ultimo annuncia ai dipendenti una campagna di cancellazione di account e utenze che si protrarra’ “ben oltre l’inaugurazione” della presidenza di Joe Biden. Nel videomessaggio, che “Project Veritas” ha ottenuto da una fonte interna a Twitter, Dorsey afferma che “al momento siamo concentrati su un account, @realDOnaldTrump (l’account del presidente Usa con oltre 88 milioni di follower, cancellato da Twitter la scorsa settimana), ma la portata e’ molto piu’ grande, e questo processo durera’ molto piu’ di un singolo giorno, di questa settimana o delle prossime settimane. Continuera’ dopo l’inaugurazione” del nuovo presidente Usa, afferma Dorsey nel video, che risale all8 gennaio, due giorni dopo l’irruzione di sostenitori del presidente Trump nella sede del Congresso federale Usa. Nel video, l’ad di Twitter afferma che “ora l’attenzione e’ certamente su @realDOnaldTrump e su come sia connesso a violenza nel mondo reale, ma dobbiamo pensare anche a piu’ lungo termine, a come queste dinamiche si sviluppino nel tempo. Non penso che finira’ presto”. Il fondatore di Project Veritas, James O’Keefe, ha caratterizzato le dichiarazioni di Dorsey come “un’agenda per la prosecuzione della censura politica” ai danni dei conservatori Usa.

Dorsey, ha commentato per la prima volta mercoledi’, 13 gennaio, la decisione di Twitter di bandire il presidente Usa, Donald Trump, dal social media dove l’inquilino della Casa Bianca contava oltre 88 milioni di contatti. “Non celebro ne’ provo orgoglio nell’aver dovuto bandire (il presidente Trump) da Twitter, o per come si sia giunti a questo punto”, scrive Dorsey, che dalla cancellazione dell’account Twitter di Trump, lo scorso 8 dicembre, non aveva ancora commentato la vicenda. “Dopo un chiaro avvertimento abbiamo preso questa iniziativa. Abbiamo assunto una decisione sulla base delle informazioni a nostra disposizione, e delle minacce alla sicurezza fisica su Twitter e fuori”. Secondo Dorsey, “E’ stata la decisione giusta per Twitter. Ci siamo trovati ad affrontare circostanze incredibili e straordinarie, che ci hanno costretto a concentrare la nostra attenzione sulla sicurezza pubblica. La violenza offline come conseguenza del discorso online e’ dimostrabilmente reale, ed e’ questo che guida piu’ di tutto le nostre linee guida e la loro applicazione”, afferma l’ad di Twitter. Dorsey ammette pero’ che bandire Trump dal social media – una decisione che assieme al blocco e alla cancellazione di decine di migliaia di utenze di orientamento conservatore ha causato una brusca flessione della societa’ in borsa – “ha frammentato la conversazione pubblica. Ci ha divisi. Queste azioni limitano il potenziale per un chiarimento, per una redenzione, per l’apprendimento. E crea un precedente che credo sia pericoloso: il potere che un individuo o di una corporazione ha come parte della conversazione pubblica”. 

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