Ucraina, quanti disastri geopolitici

Lettura 1 min

di Luigi Basso – Dopo appena tredici giorni dall’inizio delle ostilità in Ucraina è possibile osservare a livello geopolitico alcuni segnali che potrebbero annunciare un disastro geopolitico senza precedenti per l’Unione Europea, un disastro tale da metterne in discussione la stessa sopravvivenza.
Dopo alcuni giorni di silenzio, la Cina ha iniziato a pronunciarsi in senso nettamente favorevole alla posizione della Russia, accusando senza giri di parole la NATO della responsabilità della guerra (https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2022/03/09/il-punto-delle-11-ucraina-cina-usa-e-nato-responsabili-della-guerra_5a43ca61-73a1-4458-b23f-bcddd296025f.html).


I Paesi dell’Est europeo, proprio quelli che per ragioni storiche sono i più antirussi, per essere chiari, hanno iniziato nelle ultime ore a dare segni di grande nervosismo nei confronti degli USA e della UE: la Bulgaria ha annunciato per bocca del suo Premier che chiederà di sottrarsi alle sanzioni russe poiché Mosca è praticamente l’unico fornitore di energia verso Sofia (https://www.reuters.com/world/europe/bulgaria-may-seek-exception-any-eu-sanctions-russian-gas-oil-2022-03-07/); la Polonia, alla richiesta USA di inviare Mig alla confinante Ucraina, ha risposto con un comunicato ufficiale con il quale ha fatto sapere che spedirà i Mig in Germania, a Ramstein, e poi ci penseranno gli USA ad armare direttamente Kiev: il Pentagono ha fatto sapere che ciò non è sostenibile (https://edition.cnn.com/2022/03/08/politics/poland-jets-ukraine-russia/index.html).


Anche al di fuori dell’Europa dell’Est le cose non sembrano mettersi bene per gli Occidentali: Biden ha provato a bussare alla porta persino del Venezuela di Maduro, arcinemico storico, per avere un po’ di petrolio in più, ma Caracas ha cordialmente fatto sapere che ne riparleranno più in là, non è dato sapere dove o quando (https://www.aljazeera.com/news/2022/3/8/venezuela-talks-us): probabilmente anni di sanzioni e tentativi di golpe sono rimasti impressi nella memoria dei venezuelani.

Da ultimo, persino gli sceicchi arabi, grandi alleati storici degli USA, hanno chiuso la porta in faccia a Biden e gli avrebbero detto di ripassare quando deciderà di supportarli nella terribile guerra in Yemen, pasti gratis non esistono neanche tra amici (https://www.wsj.com/articles/saudi-emirati-leaders-decline-calls-with-biden-during-ukraine-crisis-11646779430).

Persino l’India, tradizionale alleato degli USA, non intende litigare con la Russia ed il Pakistan ha appena firmato succosi contratti con Mosca per avere grano e petrolio così importanti per i suoi 225 milioni di abitanti.
Le avvisaglie di questo gelo geopolitico verso gli occidentali si erano già viste peraltro all’ONU pochi giorni fa, allorquando i voti favorevoli alla risoluzione di condanna contro Mosca hanno raccolto 141 adesioni contro 40 tra astenuti e contrari; al di là del numero di teste, molti analisti hanno osservato che i 40 Governi contrari o recalcitranti verso la linea occidentale rappresentavano piu della metà della popolazione mondiale.
Come è noto, il problema di chi precipita nel vuoto non è il volo, ma l’atterraggio.

Servizio Precedente

I federalisti senza l’elmetto

Prossimo Servizio

Rimini si prepara a stagione senza turisti russi, il 50% delle presenze straniere

Ultime notizie su Opinioni