SIAMO UN PAESE FANTASTICO – Scarti e sprechi. Piano pandemico, tagli alle cure se necessario. Ma nessun taglio alle spese inutili

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di Giuseppe Olivieri – “Quando la scarsità rende le risorse insufficienti rispetto alle necessità, i principi di etica possono consentire di allocare risorse scarse in modo da fornire trattamenti necessari preferenzialmente a quei pazienti che hanno maggiori possibilità di trarne beneficio”. Queste parole sono riportate all’interno del testo provvisorio del nuovo Piano Pandemico proposto dal Ministero della Salute e che inducono ad una profonda riflessione.

Ricapitolando: nessun taglio agli sprechi endemici del sistema Italia, nessuna riforma strutturale, nessuna assunzione di responsabilità da parte di chi ha devastato la sanità nell’ultimo decennio, nessuna rivendicazione del residuo fiscale da parte dei rappresentanti istituzionali delle regioni trainanti l’economia statale fino ad oggi. Se non ci sono soldi, si dovrà scegliere come e chi curare.

Siamo arrivati a questo punto anche grazie alla complicità di chi pensa che tutte le criticità legate alla politica italica siano espressione dell’antitesi destra-sinistra e non conseguenza di un sistema logoro e marcio.

Ora si preciserà che il testo redatto è provvisorio e che tutto è stato male interpretato. Intanto, però, diventa sempre più imperante la cultura dello scarto: quella sorta di mentalità eugenetica che rifiuta la persona con disabilità, quella “non più produttiva”, il più debole, l’anziano, nel nome della qualità della vita, della razionalizzazione e del risparmio.

Chissà cosa ne pensano i cittadini che per una vita intera hanno contribuito al benessere della propria Comunità e ora rischiano di essere relegati ad una condizione di discriminazione in quanto non più “utili”.

Questa è un altro motivo per cui è necessario vigilare: la sanità deve conservare il proprio carattere universalistico e necessariamente essere messa al servizio di tutti indistintamente. Le risorse economiche ci sono: basta trattenerle sul proprio territorio e controllarne l’impiego.

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