SEGRETI DI STATO – Arcuri, i bandi covid no. Tridico, i nomi dei parlamentari col bonus no. In che razza di Repubblica siamo?

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di Stefania Piazzo – Ce lo siamo già dimenticati che non abbiamo ancora l’elenco dei parlamentari che hanno incassato il bonus covid? In nome della privacy, nonostante i pronunciamenti di altre istituzioni, l’Inps tiene duro e nemmeno una audizione parlamentare ha fatto aprire i cassetti. In nome del “tuteliamo i diritti” di chi ha sempre un diritto in più. E come no…

Lo stesso vale per i bandi covid che, come denunciava poco tempo fa la Fondazione Openpolis, sono misteriosamente misteriosi. Non si sa molto su di loro, il commissario straordinario Domenico Arcuri è riservato, anzi, riservatissimo. E così, lo ricordiamo, la Fondazione si è adoperata in altre sedi per avere quel che spetta al cittadino: trasparenza sugli atti pubblici.

Il 15 settembre scorso sul proprio sito Openpolis davanti all’annuncio di Arcuri che saremmo stati invasi da 94 milioni di mascherine e 400mila litri di gel, scrive: “Per correttezza, a queste dichiarazioni dovrebbe fare da contraltare una completa pubblicazione dei dati, per rendere possibile a tutti una valutazione obiettiva. Altrimenti il dato, come elemento a sé stante, decontestualizzato, diventa un espediente comunicativo, se non un elemento funzionale a una propaganda monodirezionale”.

E titolava, a scanso di equivoci: Sulle forniture per la scuola i dati non sono ancora pubblici.

Idem per i bandi covid. Openpolis ricorda:

Dove è scritto che i bandi devono essere pubblici?

Lo indicano sia il decreto trasparenza che il codice degli appalti.

Il primo, all’articolo 23 – dal titolo “obblighi di pubblicazione concernenti i provvedimenti amministrativi” recita:

Le pubbliche amministrazioni pubblicano e aggiornano ogni sei mesi, in distinte partizioni della sezione «Amministrazione trasparente», gli elenchi dei provvedimenti adottati dagli organi di indirizzo politico e dai dirigenti, con particolare riferimento ai provvedimenti finali dei procedimenti di:
(…)
b) scelta del contraente per l’affidamento di lavori, forniture e servizi, anche con riferimento alla modalità di selezione prescelta (…);
(…)
d) accordi stipulati dall’amministrazione con soggetti privati o con altre amministrazioni pubbliche– Dlgs. 33/2013, art 23

Ma di tutto ciò?

L’8 settembre si legge: “Il commissario Arcuri ha rigettato la nostra richiesta di accesso agli atti sui contratti pubblici stipulati durante l’emergenza. Con giustificazioni inaccettabili, ma anche in contraddizione con una recente sentenza del Consiglio di stato” il 2 aprile 2020 è intervenuto il massimo organo giurisdizionale del Consiglio di Stato, ossia l’Adunanza Plenaria  presieduta dal Presidente, per dirimere la questione).

E Tridico? Dice che ha applicato la legge. Certo. Ma quando si tratta di cariche pubbliche, di cittadini che rappresentano nella più alta sede istituzionale tutti i cittadini, non dobbiamo far sapere, in una sede che chiede conto di come sono stati erogati soldi pubblici, come sono stati spesi? Ah no?

La Repubblica delle sabbie mobili. A dir poco. Certo che a noi controllano un euro alla volta, ma “loro”, che sono diversi, possono aggirare le leggi e in nome della privacy fare il bene della comunità. Perché non s’incazzi e non prenda il forcone.

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