“Secessione” 5Stelle, sul tavolo 13 milioni di rimborsi? Un “apriscatole” conteso

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di Stefania Piazzo – Non solo questione politica ma anche questione di bilanci? Lo spiega il Corriere della Sera in un “ripasso” dei conti mentre è in atto la “guerra” di secessione tra il gruppo storico dei 5Stelle e lo scissionista Conte. O viceversa.

Secondo via Solferino tra “Beppe Grillo e Giuseppe Conte ballano infatti quasi 13 milioni di euro l’anno. A tanto ammonta (per la precisione 12,6 milioni) – si legge – la sola voce dei rimborsi ai gruppi parlamentari del Movimento, la «benzina» essenziale per consentire il funzionamento della «macchina» e dell’attività politica dei Cinque stelle, che non percepiscono finanziamenti privati e devono contare sui contributi degli eletti, molti dei quali non versano più da tempo”.

I soldi, i fondi, i costi della politica sono stati il principale cavallo di battaglia dei 5Stelle delle origini che però strada facendo hanno dovuto misurarsi nella realtà dei fatti con i costi della politica. Che non può essere solo annunci.

Dunque, secondo il Corrierone, “La scissione, con la possibile nascita del Partito di Conte, oltre che politica è una mera questione di denaro. Alla Camera, il Movimento percepisce circa 53 mila euro l’anno per ciascuno dei 161 deputati «reduci» rispetto al boom elettorale del 2018, quando erano ben 222. Mentre a Palazzo Madama lo Stato rimborsa ai pentastellati circa 55 mila euro per ciascuno dei 75 senatori rimasti (all’inizio erano 112). Rispettivamente, pallottoliere alla mano, si parla di 8,5 e 4,1 milioni l’anno”.

Non è insomma questione di casta ma di realtà. La politica ha bisogno di benzina per far funzionare la macchina.

Poi in ballo c’è anche il futuro di 130 dipendenti del movimento, che fine faranno?

Insomma, a quanto pare non è solo una questione di statuti e piattaforme su cui votare. C’è in ballo anche la gestione economica del partito, o dei partiti. Troveranno la quadra i nostri eroi?

Simboli, bilanci, la politica è anche questo. Nulla di nuovo per il futuro, o il passato, del movimento apriscatole più discusso di questo ultimo decennio parlamentare.

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