Salvini critica Di Maio: “Ministro senza partito”. Ma Matteo ha ancora un partito che lo osanna e segue?

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di Cassandra – Quando si dice…. la coerenza. Matteo Salvini intervistato da Rtl lascia dichiarazioni strabilianti. E’ sceso in poco tempo, in progressione e senza freni, da quasi il 40% dei consensi a cifre sotto il decimale come nelle ultime amministrative. Eppure, nonostante le critiche alla sua ondivaga linea politica ormai investano buona parte della sua Lega, va a fare lezioni di morale politica in casa d’altri. Sbaglia piano nell’ascensore quando si tratta di eleggere il capo dello Stato, si professa no euro e poi governa con Draghi, nasce padano e si ritrova nazionalista più della Le Pen, sbarca in Sicilia e lancia il progetto Prima gli italiani…. vota il reddito di cittadinanza, ma il problema è Di Maio. Sentite cosa afferma.

 “Con una guerra in corso avere un ministro degli Esteri senza un partito non e’ il massimo della vita”. “Io – aggiunge – non metto il becco in casa altrui, ne’ sono io a chiedere poltrone, ma dico che i problemi degli italiani non sono Conte e Di Maio”, ma il caro bollette, la siccita’. “Spero che i 5 stelle non occupino le pagine dei giornali per i prossimi 15 giorni e che invece delle piccole beghe si torni a parlare della vita reale”. 

Certo, così come non dovrebbe essere il problema degli italiani leggere di viaggi in Russia con il cambio da rubli in euro o viceversa con il conforto russo, o di magliette pro Putin rispolverate al confine polacco-ucraino per rimarcare la coerenza d una linea politica.

Di Maio non avrà un partito, ma Matteo ne ha ancora uno in grado di assecondarlo e seguirlo?

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