Recovery Fess? Non sono più certi i 200 miliardi promessi

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di Luigi Basso – Il 21 luglio scorso avevamo scritto un pezzo dal titolo: Il trionfo europeo di Caio Giulio Conte, 12.000 euro a famiglia in arrivo a giorni: Santo subito.

Così era presentato Conte in prima pagina sul Fatto Quotidiano questa estate.


Lo spunto di tanto sarcasmo era fornito dalle prime pagine dei giornaloni: “Conte porta a casa 36 miliardi in più” (sotto, foto di Conte con assegnone sotto il braccio di 209 miliardi di euro), “Italia, 200 miliardi dal fondo UE”, “Intesa UE, più soldi per l’Italia”, “Battaglia finale nella notte, Conte può portare a casa 209 miliardi di aiuti europei”, “Fondo Europeo, c’è l’intesa. Duecento miliardi all’Italia”, “Dall’Europa 200 miliardi all’Italia”, “UE verso l’intesa:all’Italia 209 miliardi”.


Commentammo che Giulio Cesare, al confronto di Conte, pareva un imbecille: in 4 giorni di battaglia senza spargere sangue, Caio Giulio Conte aveva strappato ai barbari europei capeggiati da Rutte e Kurz 200 miliardi di euro, un bottino di guerra conquistato rapidamente ed in modo pacifico che oscurava la conquista sanguinosa delle Gallie.


Avevamo anche avvisato che, in realtà, tanto entusiasmo falso poiché il Consiglio Europeo non decide nulla (art. 14 e 15 del TUE), aggiungendo che i 200 miliardi non esistevano. Oggi i giornaloni iniziano a raccontare la verità che hanno nascosto per due mesi e mezzo.
Perché?

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