Proroga dello Stato d’emergenza al 31 marzo. Crisanti: non chiamatelo più così. E’ stato di continuità

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 Il Governo sarebbe pronto a prorogare lo stato di emergenza fino al 31 marzo. La decisione potrebbe approdare già domani sul tavolo del Cdm, chiamato a varare un nuovo decreto per estendere la cornice normativa all’interno della quale dichiarare lo stato di eccezione per contrastare la pandemia. L’ipotesi sarebbe quella di estendere la validità del decreto in questione fino a giugno 2022. 

Pronta la replica dell’opposizione.  “Dopo due anni lo stato di emergenza, ma che emergenza e’? Non e’ emergenza, dopo due anni devi riuscire a combattere la pandemia ripristinando la pienezza dei diritti”. Lo ha detto la leader di FdI, Giorgia Meloni, a Rieti per presentare il suo libro ‘Io sono Giorgia’. “Se puo’ funzionare i primi mesi perche’ non sai con cosa hai a che fare, dopo due anni lo sai con cosa hai a che fare. E’ uno stato – ha continuato – che non fa il suo lavoro: i ristoratori devono fare i controlli, ma nei mezzi pubblici si sta tutti stipati. E’ il primo cluster, ma ci sono altre priorita’, tipo chiudere le palestre. Potenziare il trasporto pubblico e’ piu’ difficile, ma lo stato dovrebbe fare le cose difficili, non quelle facili sulla pelle dei cittadini. La combo Speranza-Lamorgese ci spiega poi che hanno fermato i voli da una serie di nazioni africane: qui sbarcano ogni giorno migliaia di persone, e loro bloccano i voli…”. 

“Prorogare lo stato d’emergenza? Dipende a che cosa serve. Io penso che uno stato d’emergenza  che dura 2 anni non è più uno stato d’emergenza Diventa uno STATO di continuità. Lo dico sinceramente: significa che abbiamo una classe politica, e ci metto sia maggioranza che opposizione, che non ha trovato una soluzione di normalità” per affrontare Covid-19. Il virologo Andrea Crisanti commenta così all’Adnkronos Salute la prospettiva di un’ulteriore proroga dello stato d’emergenza.

“L’Inghilterra che io sappia lo stato d’emergenza  non ce l’ha, l’America non credo neanche. Mi sorprendo che dopo 2 anni siamo qui. Per andare oltre lo  stato d’emergenza  – osserva il direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell’università di Padova – ci deve essere un accordo bipartisan. E penso proprio che la si dovrebbe trovare questa soluzione bipartisan, avere il coraggio di fare le leggi per affrontare questa epidemia non in emergenza, ma strutturalmente. Se si fa di corsa lo  stato d’emergenza , significa che l’Italia con i mezzi normali non è in grado di affrontare l’epidemia. E questa di per sé è un’anomalia”, riflette l’esperto. Il debutto della variante Omicron di Sars-CoV-2 nel panorama del contagio mondiale cambia le carte in tavola? “E’ davvero ancora presto per dire se dobbiamo temere Omicron. Bisogna aspettare”, conclude Crisanti. 

“Non è più possibile immaginare di costruire risposte in compartimenti stagni”. Né cercare “soluzioni domestiche e la rivendicazione di assenza di interdipendenza come modello politico: attraverso il sovranismo non ti proteggi, il sovranismo nazionalista ti espone a più rischi. Solo la gestione dell’interdipendenza riesce a prevenire, a rendere efficace una azione di gestione dei conflitti”. Il segretario del Partito democratico Enrico Letta approfitta della presentazione del libro ‘Liberalismo inclusivo’ di Michele Salvati e Norberto Dilmore, avvenuta oggi al Senato, per tornare a ribadire che il campo d’azione in cui si deve muovere l’Italia “è quello di un dibattito almeno europeo”, sottolineando nuovamente che il sovranismo “porta a rinchiudersi dentro al nazionale, in una situazione che non può che essere almeno europea”. Il segretario dem racconta di aver incontrato un collega olandese preoccupato dalla situazione in Olanda, e si augura che “il governo annunci la proroga dello stato d’emergenza, la condizione con la quale evitiamo di trovarci oggi come l’Olanda: dobbiamo mantenere una situazione che ci permetta di non vivere di nuovo in lockdown e guardare al resto dell’inverno con maggiore serenità”.

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