Post voto, resta urgente il vero confronto politico sull’autonomia

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di Roberto Gremmo – L’alleanza milanese fra Paragone e Grande Nord non ha funzionato. L’impresa, comunque pionieristica e coraggiosa, partiva tutta in salita per il clima emergenziale del Paese, tutto o in gran parte appeso all’uomo dell’emergenza prestato i dalle banche europee per salvare l’Italia. E infatti la vittoria ha arriso ai governisti più disciplinati, non al gianburrasca papeetista, mezzo cadreghinista e metà oppositore. Non era favorevole ad una lista d’opinione il carattere di queste elezioni, eminentemente amministrative, dove ha un gran peso la capacità operativa del candidato. In più c’era l’inflazione dei contendenti che creano confusione in una scheda lenzuolo dove trovare il simbolo paragone-autonomisti era già un’impresa.

Ultimo fattore negativo, il calo dei votanti, spaventati o disillusi che fossero, e il peso che di conseguenza sono venuti ad avere gli apparati di partito, che l’alleanza dei portabandiera lombardi non aveva.

Si aggiunga lo scandaloso silenzio degli organi di stampa, specie della tv regionale pagata coi soldi pubblici che per settimane si e’ occupata solo delle passerelle del sindaco in carica e delle comparsate senza sostanza del candidato imposto dal Capitanissimo, oggi pentito e contrito in una ridicola autocritica di marca stalinista, l’ennesima esibizione per non confrontarsi coi sempre più numerosi oppositori nel suo partito.

A ciò si aggiunga l’inopportunità d’aver candidato un esponente politico non milanese paracadutato da Varese e soprattutto molto caratterizzato su posizioni oggi assolutamente minoritarie e di difficile presa. Il candidato migliore sarebbe stato piuttosto Bernardelli che avrebbe caratterizzato meglio l’alleanza in senso federalista. Così, purtroppo, Grande Nord ne e’ uscito a pezzi.Si aggiunga che altri autonomisti hanno preferito schierarsi come gregari in una lista fiancheggiatrice dei partiti di sinistra, malgrado negli scorsi mesi avessero rumorosamente battuto la grancassa dell’unità delle forze federaliste.Intendiamoci: gli inizi sono sempre difficile e tanto di cappello a chi ci ha messo la faccia. Ma bisogna riflettere. Certe affrettate convergenze non sono produttive, alcune gare elettorali sono da evitare perché portano a una sconfitta sicura mentre resta urgente un vero confronto politico sull’autonomia e sul progetto nordista. Per creare una alternativa credibile alla deriva nazionialista del Capitano.


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