Patelli: No all’astensione. Sì ad un voto dopo esserci informati e aver studiato almeno un po’

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di Alessandro Patelli – Prendendo spunto dalla dichiarazione del parlamentare uscente Nicola Morra, che non andrà a votare, con molta probabilità ve ne saranno altri.

Ma potrà accadere sempre più spesso che mi imbatta, de visu o sui social, con persone che anche loro non andranno a votare, perché questa classe politica si è dimostrata incapace di governare una sconclusionata Italia.

Anch’io non sono soddisfatto, vorrei una classe politica capace, dei partiti capaci di stilare un programma e di realizzarlo. Mi piacerebbe che nella pubblica amministrazione fosse di casa la meritocrazia, che il terzo settore dell’associazionismo facesse del vero volontariato, che la scuola trasferisse cultura generale, ma non è sempre così.

Quante volte ci sentiamo dire che abbiamo un Governo e un Parlamento di incapaci, che lì meritiamo perché rispecchiano la volontà degli elettori. Eppure, non è così!

Abbiamo elettori imprenditori, artigiani, commercianti e tanti altri, che sanno fare molto bene il loro lavoro. Lo stanno dimostrando in questo periodo in cui abbiamo un Governo senza maggioranza, un Parlamento sciolto, dei partiti alla ricerca di alleanze e programmi impossibili, ma una economia che è capace di produrre un Pil migliore di tutta l’Europa.

Andare a votare non è solo affermare che siamo in un sistema democratico rappresentativo, un sistema in cui l’elettore sceglie chi lo rappresenterà in Parlamento. Certamente sarebbe opportuno che il sistema elettorale permettesse anche la scelta della persona e non solo della lista-partito. Ecco, quindi un altro motivo per non bigiare i seggi e votare.

In tal modo confermeremo che crediamo nella democrazia, nella sovranità del popolo nel confermare o cambiare rappresentante politico.

Non andarci, significa confermare che pochi posso decidere per molti.

Non andarci, significa accettare programmi e promesse irrealizzabili.

Non andarci, significa permettere loro di fare sempre ciò che vogliono.

Per una volta, questa volta, cerchiamo di andarci informati. Leggiamo, ascoltiamo i loro programmi e andiamo al seggio ad esprimere “# un voto informato”! Insomma, studiamo un po’, non votiamo con la pancia, scegliamo con la testa. Cerchiamo quelli più preparati…

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