Parliamo solo di sbarchi o del fatto che in 7 mesi una persona su quattro è un nuovo povero?

Lettura 4 min

di Stefania Piazzo – Fa bene il leader della Lega, Matteo Salvini, a stigmatizzare il fatto che la Spagna è pronta a schierare l’Esercito per difendere i confini a Ceuta mentre in Italia il dibattito sugli sbarchi non trova una soluzione politica. Ma non si può vivere dalla mattina alla sera solo di politica migratoria o di liti sul coprifuoco. Vorremmo che ogni tanto, messi da parte i temi che fanno fare cassa e consenso, si parlasse della qualità degli amministratori, dei dirigenti sanitari di questo Paese. Il tema delle libertà è anche e soprattutto il tema dei diritti e quello alla salute è il più importante. La continua proliferazione dei casi di malasanità in Calabria, ad esempio, grida vendetta al cospetto di Dio.

La questione delle autonomie, in testa il referendum che ha fatto fessi i veneti e i lombardi che lo hanno votato convinti e che si riduce a continui e ripetuti tavoli con Roma, e promesse rimandate, è o non è una questione dirimente e che fa la differenza nella difesa delle risorse e delle potenzialità dei territori?

La questione del residuo fiscale, perché non si dice che è definitivamente archiviata e si dice ai cittadini del Nord che i 110 miliardi di tasse che hanno versato in più rispetto a quello che ricevono è una dazione obbligatoria e solidale una tantum per sempre?

Perché non si dice che è indecente che le attività produttive hanno ricevuto, se va bene, come riscontra la Cgia di Mestre, il 13% delle perdite di fatturato causa chiusura per Covid?

Ma pensate siamo tutti fessi, a tacere e pensare che per fortuna adesso c’è Draghi e per fortuna adesso c’è la lega a spuntare il prezzo migliore?

Perché non si affronta la tremenda coda di milanesi che affollano le mense Caritas o nei giorni di Pasqua fanno la fila per un piccolo modesto uovo da regalare ai figli, donato provvidenzialmente dalle associazioni di volonatriato?

I dati Caritas fanno venire i brividi. Nei 211 giorni che vanno dal 1 settembre 2020 al 31 marzo 2021, le Caritas hanno accompagnato 544.775 persone. Le donne sono la maggioranza: 53,7%, così come sono la maggioranza gli italiani (57,8%). Quasi una persona su quattro (24,4%) è un ‘nuovo povero’, cioè non si era mai rivolta in precedenza alla rete Caritas. Si tratta di 132.717 persone in totale. In questo caso l’incidenza degli italiani è ancora maggiore: il 60,4% dei nuovi poveri è infatti un nostro connazionale. Uomini e donne sono in eguale numero. Complessivamente, in oltre un anno di pandemia, si sono rivolti alle Caritas 453.731 nuovi poveri. Lo rileva il quarto monitoraggio Caritas sull’emergenza pandemia. 

A me basta per dire che quelli di prima e quelli di adesso uguali sono, e che l’emergenza sociale, l’ingiustizia sociale generata dal lockdown, con i tutelati di stato da una parte e gli sfigati che lavorano producendo Pil dall’altra, hanno creato un’Italia nell’Italia. Quella che paga, come sempre. E quella che non paga, come sempre. In cambio, tranquilli, il Governo ha pensato di fare i concorsoni (per il Sud) e per 500mila nuovi statali. Lo Stato rinforza il proprio esercito, gli altri possono anche morire di fame. Poi, per carità, per fortuna che c’è la Lega. Altrimenti sai che pasticcio con il Pd e i 5 Stelle.

Servizio Precedente

Ops, sono scappate ancora quattro dosi di vaccino ad un'altra persona

Prossimo Servizio

77 anni fa moriva Emile Chanoux. Resta un'avanguardia federalista davanti ai moderni nazionalisti

Ultime notizie su Opinioni