Ong, sbarchi e migranti. L’umanesimo mondiale fatto da altri in casa d’altri

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di Sergio Bianchini – – Un’intera flotta composta da una ventina di navi pattuglia le coste del nord africa e “chiama” i migranti.

La maggioranza di queste navi batte bandiera tedesca, seguono francesi norvegesi spagnole inglesi e italiane.

Sono emanazioni dei governi o delle opposizioni? In ogni caso i governi non le disturbano, purchè vengano a “scaricare” in Italia.

E ancora una volta vediamo l’ipocrisia del nazional mondialismo. Si, un nazionalismo di fatto che però predica un umanesimo mondiale la cui attuazione è affidata…ad altri.

E qui vediamo questa doppiezza esercitata principalmente da Germania e Francia che assolutamente non curano l’interesse dell’intera Unione ma la usano come contorno e copertura del loro predominio in Europa e della loro politica estera tesa all’interesse nazionale o addirittura imperiale.

Il governo italiano fa bene ad opporsi a questo umanesimo fatto da altri in casa d’altri cioè nostra. Dovrebbe forse farlo con ancora maggiore decisione costringendo Germania e Francia ad attuare davvero una politica estera europea adatta al mondo d’oggi.

Ciò dovrebbe vedere la cessazione dell’occhiolino fatto ai migranti economici considerati teoricamente estranei alla legalità, la quale non può dichiarare le porte aperte al mondo intero se non vuole suicidarsi. Ma l’occhiolino si fa comunque applicando poi, al punto di approdo dell’emergenza continua, legalizzazioni selettive a piacere, respingimenti più o meno forti sempre a piacere ed evitando di rendere chiara e trasparente l’intera azione nei confronti della povertà del mondo sia africano che asiatico che centro-sud americano.

Se la doppiezza ipocrita cessasse si dovrebbe da un lato favorire davvero i perseguitati aprendo centri di accoglienza e verifica delle domande di asilo direttamente nei continenti poveri ed applicando davvero sostegno e aiuti tempestivi ai perseguitati.

Dall’altro lato bisognerebbe parlare chiaramente con ciascuno dei i governi dei paesi poveri e con le loro associazioni ed attuare con loro, anziché mantenerli nella continua instabilità, accordi economici e legali che prevedano sia aiuti che collaborazione anche nel controllo dei migranti illegali. Migranti illegali che andrebbero, giunti in Europa, riuniti per nazione di provenienza e poi rimpatriati congiuntamente ai governi dei paesi di origine.

La mancata ricerca di una esplicita collaborazione con i paesi di origine, collaborazione che in molti casi non mancherebbe, fa parte di quella doppiezza ipocrita che i paesi più ricchi ed imperiali mantengono per poter ricattare i governi dei paesi poveri minacciandoli di instabilità in caso di non adesione a contratti che avvengono dietro le quinte e nulla hanno a che fare con l’umanesimo dell’accoglienza e dell’emergenza caritatevole.

Sincerità, onestà, trasparenza devono diventare anche per noi le modalità fondamentali di esercizio del potere anche in politica estera per attuare sia l’interesse nazionale che la indispensabile collaborazione paritaria con il mondo intero.

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