Non li vota più nessuno

25 Novembre 2025
Lettura 2 min

di Luigi Basso – Il collasso sistemico dell’Italia politica è entrato nella sua fase irreversibile e terminale.
Dopo decenni di tradimenti elettorali (vedere alle voci sinistra e lavoratori, NORD e Basta Tasse, onestà e apriremo il Parlamento come una scatoletta di tonno), di leggi ammazza democrazia (vedere Porcellum e varie leggi elettorali), dopo decenni di ruberie e colpi di spugna per lorsignori, chi oggi governa l’Italia dalle Alpi al profondo Sud rappresenta più o meno la metà della metà degli aventi diritto.
La metà della metà….
L’ esempio del Veneto è emblematico poiché la vulgata di Regime ci ha inculcato che il Veneto era la locomotiva d’Italia guidata dal più grande amministratore di tutti i tempi, il Doge Zaia.
E invece….
E invece ieri s’è visto che tra il Doge del 2020 e lo Stefani del 2025 il centrodestra ha perso più di un terzo dei suoi voti passando da un milione e 884 mila sostenitori a un milione e 200 mila ….. su oltre 4 milioni di elettori.
Lo Stefani di turno rappresenta solo una piccola Corte di questa generazione di politici.


Il grosso del Veneto sta a casa (chi ce l’ha) a cercare di stare a galla in mezzo a un mare di debiti, tasse, mutui da pagare, multe degli autovelox, bollette furiose e perdita di lavoro.


Il tutto mentre le Olimpiadi della neve lasciano già intravedere un buco clamoroso ad opera dei soliti lorsignori.
Un disastro senza appello.
Certificato dal fatto che gli elettori in massa non girano più le spalle (solo) al centrodestra, ma all’intero sistema, dal momento che non votano per l’opposizione del centrosinistra, alla quale hanno voltato le spalle da venti anni.


Ora l’astensione da sola non abbatterà l’attuale regime, è chiaro.
Ma è il primo passo, la necessaria presa di coscienza, verso i prossimi comportamenti di disobbedienza civile e Gandhiana già iniziati dall’avanguardia Politica, che sono già in atto da anni.
È in atto la disconnessione civile e pacifica, silenziosa, dallo Stato italiano, come insegnano migliaia di casi che ogni tanto diventano pubblici nonostante l’informazione di regime debba tacerli.
Essi emergono però nelle loro manifestazioni più clamorose e simboliche.
Questi casi rappresentano in realtà ormai milioni di persone che, non ottenendo più nulla dallo Stato, neanche il lavoro o un medico di base o l’indennità di malattia o un’istruzione decente per i figli, vogliono però da questo essere lasciati almeno in pace.
Non essere almeno vessati da esattori, multe, pignoramenti, sfratti, avvisi di mora, aumenti a raffica di tutto tranne che dei salari.


Non des, non do.
Tu non mi offri nulla e io non ti dò più nulla.
Questa disconnessione silente sta facendo collassare il sistema Italia e l’astensione ne è solo la punta dell’iceberg.


Se i cittadini non vogliono neanche più sprecare cinque minuti del loro tempo a favore dello Stato per mettere una X su un foglietto, figuriamoci con quale solerzia stanno adempiendo ai loro doveri civici più onerosi ed impegnativi.


E chissà con quale passione andranno un domani al fronte con gli scarponi di cartone a combattere per questa classe dirigente buona solo ad aumentarsi gli stipendi ad ogni occasione.


Dunque questa tornata elettorale ci porta una buona novella.
Un’Italia Nuova verrà.
E non potrà essere peggiore di quella attuale.

IL GIORNALE

Newsletter

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Servizio Precedente

E’ reato penale non curare il proprio animale. Gli animali vanno amati e  rispettati

Prossimo Servizio

Quella casa nel bosco e gli Stati etici

Ultime notizie su Opinioni

Quella casa nel bosco e gli Stati etici

di Giuseppe Olivieri – Un filo non troppo sottile sembrerebbe legare vicende apparentemente lontane fra loro nel tempo e nello spazio, ma connesse da un elemento che evidenzia come lo strapotere dello
TornaSu