Napoli piange, Roma corre in soccorso. Paga il Nord, tanto la questione settentrionale non interessa più alla Lega

Lettura 2 min

di Raffaele Piccoli – E’ di questi giorni una notizia inquietante, il neo eletto sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, ha lanciato il grido di allarme, a Napoli sta per scoppiare una bomba sociale, il Comune oberato di debiti non è più in grado di fare fronte ai pagamenti. Diverse aziende del territorio fornitrici del Comune sarebbero a rischio fallimento. La risposta del Governo è stata immediata, un miliardo e mezzo è in partenza da Roma in soccorso delle casse Partenopee. Ora possiamo pensare che in fondo non c’è nulla di nuovo sotto il sole, il soccorso è stato effettuato già molte volte, per Catania, Palermo, Taranto, Roma ed altri, la domanda che ci dobbiamo porre invece è per quale motivo in questa lista non troviamo Milano, Bologna, Verona, Trento, o altri Comuni Padani.

Ora, l’aiuto che Roma invia con tanta solerzia alla Napoli affamata proviene da quelle bistrattate terre che producono, pagano e stanno mute. Terre con un residuo fiscale importante, terre che si chiamano Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, terre che producono oltre il 50 per cento del pil italiano. Questi aspetti sono ormai a conoscenza di tanti, ma è sempre fondamentale riprendere la consapevolezza dello sfruttamento che il sistema partitocratico parlamentare opera indiscriminatamente sulle regioni Padane consapevolezza che il sistema mediatico tende a sottacere e dissimulare.

Lo sfruttamento significa, in primis imposizione fiscale abnorme, ma anche assenza di regole certe per chi produce burocrazia farraginosa e asfissiante. Pensiamo anche che il debito del comune di Napoli ha quasi le dimensioni di quanto sta stanziando il Governo Draghi per tentare di calmierare il costo dell’energia, onere che guarda caso ricade prioritariamente proprio sulle regioni più produttive.

Ci si può chiedere però, per quale motivo nonostante la partecipazione della Lega a svariati governi, la legge delega 42/2009 sul Federalismo fiscale sia rimasta lettera morta. Non credo sia necessario dare una risposta su questo argomento, in quanto penso che la linea politica adottata da Salvini parli da sola. Quello che mi limito a sottolineare è che senza una riforma profonda e totale in ambito amministrativo, fiscale, legislativo, che dia ai territori Padani tutta l’autonomia di cui necessitano questo Paese è destinato ad entrare in una crisi difficilmente reversibile.

Il sistema politico parlamentare romano questa autonomia non la concederà mai( il trattamento subito dai referendum del 2017 insegna) per il semplice fatto che il sistema politico amministrativo centralizzato, ha necessità per sopravvivere della linfa vitale che scorre ininterrotta dal Nord.

E’ indispensabile pertanto che la presenza di un Sindacato del Nord torni a far comprendere alle popolazioni Padane, la necessità di prendere coscienza della loro forza e delle loro radici, ribadendo altresì che dal Parlamento romano nessuna reale riforma sarà mai effettuata. Purtroppo dopo la pandemia, l’esplosione del caro energia e nonostante il PNRR, e il governo dei migliori, l’ Italia si trova e si troverà in una fase delicata, ed è probabile che la realtà produttivo settentrionale possa essere tra le più colpite..

Servizio Precedente

La replica del Cremlino: Prematuro vertice Russia-Usa. Putin convoca Consiglio di sicurezza

Prossimo Servizio

Sovranisti per caso – L’ultima di Salvini: Noi al governo col Pd perché ce lo ha chiesto il Quirinale

Ultime notizie su Opinioni