Napoleone in Russia ha fatto un disastro. Il nostro Capitano non è riuscito a raggiungere Mosca ma la disfatta c’è stata lo stesso

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di Roberto Gremmo – Napoleone è andato in Russia ed ha fatto un disastro. Il nostro capitano non è riuscito a raggiungere Mosca ma la disfatta c’è stata lo stesso.

Nei panni improbabili di messaggero della pace e di arcangelo di fraternità voleva portare ai popoli la buona novella ed invece si è trovato travolto da feroci polemiche per le modalità dell’acquisto dei biglietti di viaggio. E dire che fra i ministri della Lega c’è n’è uno che ha un’agenzia di viaggi e poteva risparmiargli la figuraccia che fa il paio col disastro della missione lampo in Polonia, finita a felpe in faccia.

Secondo naufragio è arrivato con i referendum – imposti a dei militanti perplessi – inutili e non capiti dall’opinione pubblica e sonoramente bocciati dall’astensione degli elettori.

Infine, ma non ultimi, ci sono stati i risultati delle amministrative, dove il partito della fiamma benemerita di Sora Giorgia batte le liste salviniste dappertutto, ed è anche logico perché fra due forze entrambe nazionaliste e patriottarde vince sempre l’originale mentre soccombe la copia, specie se è confusa, poco chiara e pasticciata. Mal digerita persino dai suoi militanti.

Dopo queste disfatte, un leader politico responsabile si sarebbe fatto da parte, ma nell’ultimo partito leninista si fa finta di niente e si prepara l’ennesima capriola senza rete, preparando un nuovo raduno a Pontida, tanto per illudere su una ritrovata ortodossia nordista i boccaloni lumbard. Per preparare la battaglia di Waterloo delle elezioni politiche. Con l’affondamento del piccolo naviglio del povero, sfortunato ma sempre arrogante capitan mohito.


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