MANIFESTO DI DESENZANO – Bevilacqua, Rete 22 ottobre: Più Autonomismo c’è, meglio è

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di Gianantonio Bevilacqua* – Una replica politica ad uno dei padri dell’Autonomismo piemontese quale è Roberto Gremmo non è certo facile anche per rispetto della sua vita politica spesa in gran parte per il suo Piemonte. 

Roberto pone dubbi sulla efficacia dei recenti tentativi di aggregazione autonomista e federalista che si sono concretizzati in due appuntamenti casualmente accaduti entrambi lo scorso 19 giugno a Desenzano (al quale Roberto era stato invitato senza però essere presente) ed a Milano (vedi qui https://www.lanuovapadania.it/politica/nasce-alleanza-per-lautonomia/). E la parola “casualmente” è voluta in quanto non vi è contrapposizione tra le due iniziative bensì obiettivi simili partiti da iniziative distinte. 

Dopo molti anni durante i quali la rappresentanza territoriale è venuta a mancare dopo la svolta sovranista della Lega, credo sia un fatto storico che i piccoli movimenti autonomisti, federalisti ed indipendentisti siano tornati a parlarsi, consapevoli della debolezza delle loro singole forze. Sicuramente un fatto positivo quindi, il tentativo, non certamente facile, di ridare voce ai territori ed al sacrosanto diritto di autogoverno di chi, anche con un referendum, l’Autonomia l’ha chiesta e mai ottenuta.

Si riparte con umiltà, dai principi fondanti, condivisibili, non dai partiti centralisti, ma dagli autentici autonomisti. Se diamo una scorsa ai cinque principi dell’accordo di Desenzano, appare chiaro che questi non possono che essere indigesti ai partiti romani nonostante le loro possibili piroette e giri di danza, per dirla alla Gremmo.

1 – Passaggio dal modello di Stato centralista verso un modello basato sulle reali autonomie a tutti i livelli e su un concetto federale dello Stato.

 2 – Attenzione reale alle necessità dei territori e delle loro peculiarità produttive

 3 – Un rapporto con le forze politiche Italiane che eviti ogni commistione con coloro che avversano ogni forma di autonomia e contrarie alle logiche federaliste.

 4 – Una Europa che consegni alla storia la funzione degli “stati nazionali“ e guardi, in senso federale, alle aree geopolitiche e sociali omogenee tra loro.

 5 – Un modello politico dove i cittadini ritornano a contare e a decidere anche attraverso forme di democrazia diretta

Leggendoli semmai emerge l’anima anticentralista sia nazionale che europea che rigetta persino le alleanze con i partiti romani, Lega Salvini Premier inclusa, ridando voce ai cittadini per ridurre quella dello Stato.

Ma pongo anch’io un dubbio. I “coraggiosi”, come li dipinge Gremmo, che all’interno della Lega Salvini Premier, contestano la deriva nazionalista saranno davvero indipendenti? Dove andranno i voti che raccoglieranno ai prossimi impegni elettorali? Saranno voti e quindi eletti indipendenti o saranno gioco forza voti che confluiranno nella casse del partito di Salvini? E’ credibile che tali iniziative, che apparentemente, come dice Gremmo, contestano la leadership, non siano state quantomeno accettate dal segretario, soprattutto in un periodo dove la contestazione viene sovente punita con l’espulsione? Dove sono stati questi coraggiosi finora da quel 15 Dicembre 2013 quando il nuovo segretario, Matteo Salvini, fu eletto al Lingotto di Torino con il vessillo “Futuro è Indipendenza” mai tanto disatteso?

Quindi ben vengano più iniziative difficili ma “sane” che vogliono riportare l’attenzione sul tema dell’Autonomia e dell’autogoverno perché, ricordiamoci, che i milioni di cittadini che a gran voce quella autonomia l’hanno chiesta, sono ancora tutti li, sentendosi presi in giro dal nulla che è seguito dopo il 22 Ottobre 2017.

Caro Roberto, ti aspettiamo perché la tua firma su quel Manifesto non potrà che aggiungere il pregio della tua infinita esperienza.

*Gianantonio Bevilacqua

Presidente Rete 22 ottobre per l’Autonomia

Firmataria del Manifesto di Desenzano

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