Ma non eravate tutti amici di Putin?

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di Giovanni Robusti – Questo primo quarto di secolo si distingue per avvenimenti che cambiano profondamente le cose.

Nulla sarà più come prima. Lo è stato il Covid e lo è questa insulsa guerra. Il Covid ha sradicato, minato, la convivenza e la società. La guerra inciderà nella politica. E per caduta nella partitica.

Se fino a ieri un uomo solo al comando stava diventando tutto sommato una soluzione, oggi, domani, credo che qualche dubbio verrà a ciascuno di noi.

Fino a ieri la destra italica giocava parte del proprio consenso sulla contrapposizione con i comunisti. Che sono la Russia di Lenin, Stalin e successivi zar per finire al regnante Putin. Oggi questo giochino non è più credibile. Qui nessuno, nemmeno Rizzo, plaudono allo zar moderno.

Fino a ieri c’era la corsa a farsi vedere con lo zar in persona. Molti dei partiti soprattutto di destra, stante che per la sinistra era scontato, vantavano contatti con Mosca. Contatti non solo politici ma anche spesso di affari. Più o meno trasparenti, a quanto parrebbe dalle cronache giudiziarie. Oggi nessuno di quei leader vorrebbe essere accostato allo Zar. Nemmeno l’ex cavaliere ha provato a giocarsi il “ghè pensi mi “.

Chissà la paura dei portavoce e maghi dell’immagine nell’attesa che vengano riproposte le posizione filo russe con le quali nel tempo si pavoneggiavano i maghi della politica da sondaggio italico.

Basterà attendere il prossimo giro elettorale. Tempo 2 o 3 anni e vedremo se il gioco sporco dello Zar ha cambiato la gente e per caduta anche la politica. Che poi cambino i partiti non lo darei per scontato.

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