Ma non ci dovevate salvare con i banchi a rotelle?

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di Stefania Piazzo – Abbiamo perso il conto di quanti milioni di banchi a rotelle dovevano essere consegnati entro metà settembre, anzi no, entro la fine di ottobre, per salvare la scuola dal lockdown e dai contagi. E preservare le famiglie dalla didattica a distanza, dai bimbi a casa con i nonni o i genitori senza congedo parentale.

Hanno rottamato altrettanti vecchi gloriosi banchi, hanno detto che l’80% dei posti nei mezzi erano sufficienti per garantire il giusto distanziamento. Dovevano mettere in giro decine di migliaia di controllori, ricordate? Degli addetti alla sosta trasformati in sceriffi anti-assembramento. Dovevano rivedere la rete territoriale sanitaria, dovevano farne di cose, compreso erogare la cassa integrazione a chi è rimasto fermo ma da giugno ancora non vede una lira.

Dovevano far funzionare Immuni, spiegare alle asl o ats come si fa a registrare un positivo e segnalarlo al sistema di tracciamento, dovevano implementare i tamponi. Alla fine abbiamo scoperto, per diretta ammissione dell’ats Milano, che ci si contagia in fila, ovvero anche nell’attesa dell’esito. Hanno litigato se fosse meglio il test salivare, quello veloce o quello lungo. Tra virologi hai l’impressione che ciascuno tiri l’acqua al suo mulino, chi per raffreddare gli animi, chi perché alle spalle ha qualche imprenditore che fa politica, chi perché invece non ha dietro nessuno o perché deve fare le scarpe all’altro virologo.

Nel mezzo ci siamo. Chi senza tutele, senza rete e in mutande davanti ad una classe politica che sul contagio c’ha marciato, mangiato, trafficato, nascosto, occultato, silenziato. Il peggio di quello che dovevamo vedere l’abbiamo visto e il peggio deve ancora arrivare. Buona fortuna a tutti!

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