Ma il Pd pensa che debba cadere il Governo?

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di Stefania Piazzo – Le parole di Nicola Zingaretti alla chiusura della festa dell’Unità sembrano un avviso: ci siamo rotti.

Ecco uno dei passaggi chiave. “Il beneficio più grande che questo anno di governo ha prodotto, al di là dei 100 miliardi stanziati per il Covid, – ha aggiunto – è ancorato all’aver legato il futuro dell’Italia al destino dell’Europa… Altro che subalternità, subalterno è chi si è fermato nel teatro della politica, concentrato sugli stessi personaggi e le stesse polemiche – ha sottolineato -. Sapevamo che il cammino era accidentato ma abbiamo combattuto. Dovremo ancora combattere perché siamo forze diverse e distinte ma non abbiamo paura di combattere: combatteremo sulla sanità pubblica perché ancora dovete convincerci perché non ricorrere al Mes“.

Torna l’inomminabile Mes. La bestia nera dell’alleato di governo. Mentre Stefano Bonaccini, l’altra sera dallo stesso palco, apre addirittura alla strada di un ricongiungimento con Bersani e Renzi. E per quale motivo se non per rimpolpare un partito che deve riconquistare la scena e macinare percentuali più alte?

I 5Stelle sono in flessione, in caduta, in caso di elezioni il banco andrebbe tutto al centrodestra, a meno che esploda sulla testa della Lega, ma in particolare di chi ambisce a diventare presidente del consiglio, una tegola giudiziaria che, per ora, sembra una partita a poker. I magistrati hanno fatto vedere un primo asso. Sono dinamiche già viste in Italia, al di là della fondatezza dell’inchiesta.

Ma tra la difesa del Mes e la dichiarazione di voto sul Sì al referendum ma con le sardine in piazza a dire No, di certo nella compagine di governo non è tutto così scontato. In più, c’è il filone magistratura che fa intravedere scenari che potrebbero, al condizionale, portare a chissà quali evoluzioni.

Che il momento sia molto teso lo dice Grillo che rompe un silenzio di mesi, intervenendo per la campagna referendaria. Se dice che chi vota no vuole i dinosauri, Zingaretti non gliele ha mandate a dire. “C’è solo un partito che può fermare l’avanzata delle destre, ed è il Pd. Altri io non li ho visti“. Il boccino, dice Zinga, è nostro.

Oggi arriva la replica di Luigi Di Maio. “Non abbiamo mai ostacolato il processo della legge elettorale in maggioranza”, ha detto il ministro degli Esteri Luigi rispondendo, a ‘L’Aria che tira’, alla domanda se e’ necessario provvedere in fretta a una nuova legge elettorale. 

“Non credo che parlando di rimpasti, di cambi di squadra, noi risolviamo il problema…”. Poi sul premier:  “Con Conte c’è un’ottima sinergia, è il presidente di garanzia che serviva a questo governo, la sua garanzia credo sia insostituibile alla guida di questo governo”. Chi vivrà vedrà.

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