Ma esiste ancora un voto nordista? Il Comitato Nord avrebbe potuto farsi pesare…

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di Giovanni Robusti – Con la Moratti ci potremmo ritrovare qualche ex leghista più o meno di peso. Così come con Fontana potremo scoprire più le assenze che le presenze. I nomi, provincia per provincia, sono tanti. L’impatto sul territorio non lo fanno gli annunci di stampa o i blasoni.

In ogni caso, il Comitato Nord non ha pesato. Viene da chiedersi se il peso sia da imputare al Comitato stesso o alla scarsa attrazione che i partiti assegnano al voto ispirato dal Nord. Non lo sapremo sino a quando il Comitato o qualcosa di simile, avrà l’occasione per potersi pesare.

Umberto Bossi ha messo in atto una strategia già utilizzata in passato. Basti pensare a quando nel 1995, sfiduciato Berlusconi, probabilmente non solo per motivi politici come ipotizzava il compianto Tabladini in un suo libro, si assistette ad una corposa emorragia di deputati e senatori. Bossi creò una rete di contenimento, esterna ai gruppi parlamentari, rappresentata da Maroni. In tanti ci chiedemmo se Roberto avesse veramente tradito o se invece non fosse una strategia concordata. Il tempo e i fatti diedero una risposta chiara.

Mi pare di vedere la stessa strategia. Far emergere un gruppo all’interno del quale raccogliere le istanze nordiste che, diversamente, tentativo dopo tentativo, potrebbero anche trovare il capo branco giusto. E chi meglio di Umberto, o chi a suo nome. Il voto di febbraio darà delle indicazioni sulla bontà della scelta.

Perché, la domanda di fondo non è se possa esistere una contenitore, dentro o fuori la casa di Salvini, capace, prima o poi, di coagulare le istanze nordiste. La domanda è se esite, ancora, un voto nordista.

La differenza tra le tensioni nord/sud, che sono da sempre comuni a tutti i paesi occidentali e il voto è una interpretazione non facile da centrare.

Io credo che in questa fase il voto nordista sia ancora ben presente e radicato. Ma non tenga più padrone. E forse non lo cerchi nemmeno. Chi vede la politica con le lenti graduate dalla contrapposizione nord/sud e tutti valori connessi, ha dato fiducia ad un partito sino a prova contraria. E la prova contraria è sotto gli occhi di tutti. Adesso, elezioni dopo elezioni, voto dopo voto, chi offre promesse e/o atti concreti in quella direzione: incassa.

Il Nord padano è una delle regioni più ricche al mondo. Se deve trainare il carrozzone, tutto sommato non dà troppo fastidio in assenza di alternative. Almeno finché c’è grasso quanto basta.

Purtroppo si è sopito l’ideale, l’aspirazione, l’autonomia vera. E non basta un comitato, anche se riferito a Bossi, o il revival di qualche ex per aggregare fiducia, cioè voti. I voti per una causa come quella sono pesanti. Da dare e ancora di più, da ricevere.

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