L’Europa si “disintegra”. Norvegia, Gb, Francia, Olanda, Italia e Germania: governi in bilico, la crisi sociale si allarga

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di Luigi Basso – Tutta l’Europa è percorsa da un terremoto politico, economico e sociale spaventoso.
La Norvegia ha dovuto precettare i lavoratori del settore petrolifero in sciopero che chiedevano adeguamenti salariali a fronte degli enormi profitti che il Governo trae dalla royalties, visto l’aumento del prezzo del greggio a livello mondiale: lo stop del settore avrebbe causato uno shock energetico senza precedenti soprattutto in Gran Bretagna ed il Governo gli ha vietato di scioperare.


A Londra in queste ore si assiste alle dimissioni a raffica dei componenti più importanti dell’esecutivo di Boris Johnson: il Cancelliere dello Scacchiere (Ministro delle Finanze), Sunak, ed il Ministro della Salute Javid, hanno lasciato il Governo ed aperto la strada ad altre dimissioni di esponenti dei Tories, Jonathan Gullis si è dimesso da segretario privato parlamentare del segretario dell’Irlanda del Nord, Brandon Lewis, imitato da altri eminenti esponenti conservatori come la Crosbie.


In Francia Macron è alle prese con alambicchi e alchimie per mettere in piedi un Governo dopo la sconfitta alle elezioni politiche di poche settimane fa e non è detto che ci riuscirà, mentre da giorni si alternano scioperi nel settore dei trasporti e della raffinazione di petrolio. L’Olanda non se la passa meglio, alle prese con le gigantesche proteste degli agricoltori.


In Italia la crisi politica del Governo Draghi, che ormai è paralizzato e agisce solo per privatizzare quello che è rimasto, si somma alla crisi sociale, ormai non più evitabile né rinviabile: nel frattempo, Colao, come un bizantino di fine Impero, illustra il Nuovo Mondo che ha confezionato fatto di controllo sociale e digitale, di crediti e blockchain, senza rendersi conto che così facendo rende ai cittadini comuni ancora più detestabile, se possibile, vivere in uno Stato dove c’è solo il bastone e la carota è sparita.


In Germania Scholz ha invitato i tedeschi a restare uniti di fronte al disastro energetico e commerciale ormai alle porte: da lunedì il gas russo non arriverà più e le chiacchiere sono finite.
Sullo sfondo l’Euro sta arrivando alla soglia psicologica della parità col dollaro.
Molti osservatori temono per la tenuta degli Stati Europei in vista dell’autunno: qui il problema sembra più che altro arrivarci, all’autunno.

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