Lega, la resa dei conti. Ma dove pensavano di arrivare passando per i 1500 di CasaPound in piazza con Salvini? Già dimenticato?

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di Stefania Piazzo – Volendo fare la tara, la Lega non c’è più dalle dimissioni di Umberto Bossi nell’aprile del 2012. Dalla finestra del mio ufficio di direttore dell’allora quotidiano di carta, la Padania, potei assistere all’ingresso di circa duecento persone che entrarono per protestare contro quell’evento, con bandiere e slogan. Si aggiravano tra i manifestanti alcuni “sgherri” che prontamente avevano preso nota di chi si opponeva al nuovo corso. Senz’altro iniziative “autonome”, di cui senz’altro i vertici non erano a conoscenza. Ovviamente.

Fu una situazione di “setaccio” che intervenne su diversi livelli. Qualche “scheggia” impazzita in grisaglia lanciava messaggi trasversali per mandare a dire a qualche mio collega, “nella lista c’è anche lei, c’è anche lui”. Ma lo strappo decisivo verso la fulgida corsa del corso nuovissimo e sbarazzino iniziò nel 2013.

Da lì in poi c’è stata una corsa ad accaparrarsi in video Salvini. L’uomo che più di tutti bucava lo schermo. Che alzava l’audience, lo share. Tutto. Via i vecchi simboli, in soffitta, fuori il bandierone nazionale. Fuori dalle balle l’euro. Fuori dai piedi la Padania. Ma come? Quando ancora uno dei miei predecessori, Gianluigi Paragone, si presentò ad un evento allora dei giovani padani, qualcuno gli contestò di avere sulla felpa uno scudetto tricolore. Abiura.

Giravo in quel periodo anche io in redazione con un felpone della mia allora società di sci, e sulla spalla c’era uno scudettino tricolore. “Vai in magazzino, prendi lo stemmino con la bandiera lombarda da metterci sopra”, mi invitò un salviniano doc, che lo è ancora con ruoli di governo.

Se lo avessi fatto, di lì a poco avrei dovuto strapparlo, lo scudettino lumbard.

Ecco, ora si consumano altri strappi, strategici. Nasce il gruppo Comitato Nord al Pirellone. Tra quelli buttati quasi subito fuori perché del vecchio corso, che non si sono adeguati subito al nuovo ordine, c’è chi dice solo una cosa: Si poteva fare 10 anni fa. Si doveva fare 10 anni fa. Parlamentari ancora ce n’erano, un gruppo alla Camera sarebbe nato. Ma non si fece nulla.

Questa mattina un nostro lettore mi ha inviato un ricordino. E’ quello di un video che si trova su Repubblica.it. Annus Salvini 2015, 28 febbraio raduno leghista in piazza del Popolo a Roma. Una adunata con sfilata di 1500 militanti di CasaPound assieme alle bandiere del sole delle Alpi e a qualche sparuto leone di san Marco.

Qui il link. Lega a Roma, l’arrivo di Casapound in piazza del Popolo – la Repubblica.

Un simpatico filmato per chiedere un po’ a tutta la classe dirigente della Salvini Premier come abbiano fatto a tener botta fino ad oggi. Umberto Bossi venne intervistato quella mattina. Davanti a un tripudio di bandiere italiane rispetto a quelle leghiste, replicò: “La guerra la vince il popolo e non le formazioni specializzate. Però è andata così. La linea della libertà che passa attraverso i popolo e le regioni vale sempre…”. Varrà adesso?

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