L’APPELLO SU LA NUOVA PADANIA – Dopo il naufragio della vecchia Lega, non è facile mettere in mare una scialuppa. Vogliamo comunque provarci?

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di Roberto Gremmo – Il nostro appello ad una rinascita federalista ed autonomista ospitato nei giorni scorsi dalla “Nuova Padania” ha provocato numerose, sinceramente inattese ma gradite, reazioni. Per intanto ha registrato un lusinghiero record di visualizzazioni, seguite da diverse telefonate e messaggi di consenso, dal Piemonte alla Liguria, fino all’interessamento di alcuni esponenti federalisti di primo piano, che si sono detti interessati a discutere  di una politica alternativa alla deriva nazionalista di capitan mohito. Sia al sottoscritto che in redazione e allo stesso direttore.

Non sono mancati quelli che hanno manifestato delusione per lo sbriciolarsi di realtà nordiste che sembravano di grande futuro e, ad esempio, l’amico editore dell’”Araldo del Piemonte e Valle D’Aosta” si e’ sfogato con noi per l’inspiegabile latitanza di certi piemontesissimi, scomparsi nelle nebbie alcoliche delle gite domenicali e dei dopolavoristici concorsi di poesia vernacolare.

Mi ha invece dato speranza il messaggio che ha inviato l’incrollabile autonomista piemontese Fausto Bianciotto riaffermando la volontà di contribuire a far rinascere una valida organizzazione che difenda i nostri Popoli, suggerendo per questo un efficace parola d’ordine quanto mai attuale: vogliamo un’Italia cantonale e neutrale come la Svizzera.

Con tutta evidenza, si tratta d’uno slogan suggestivo e fascinoso, ma con molta probabilità destinato a raccogliere ben pochi consensi, in un’Italia dove i grandi mezzi d’informazione, i potentati economici ed una classe politica demagogica remano tutti assieme per un neocentralismo con l’elmetto, considerato il mezzo più utile ad imporre le prevedibili ristrettezze ormai alle viste specie dopo le autolesioniste sanzioni d’una guerra per procura che la maggior parte degli elettori ha già fatto capire di non volere, ma teme fortemente perché comprende che potrà mettere in crisi la nostra tranquillità ed il nostro vivere quotidiano.

Un’alternativa federalista e pacifista potrebbe trovare orecchie attente in quel quaranta per cento di elettori che non ha più alcuna fiducia nell’intera casta dei politicanti Romano-poltronari ma, temo, comunicare con loro non sarà facile, almeno per noi che non abbiamo mezzi, appoggi autorevoli e ci mancano note personalità alla testa.

Per di più, guastatori in servizio permanente effettivo, papaveri presuntuosi malati di protagonismo e disertori per vocazione già si stanno addestrando per far deragliare il nostro piccolo convoglio nordista se, incautamente, tenterà di uscire in campo aperto. Dopo il naufragio della vecchia Lega, non sembra facile mettere in mare una minuscola scialuppa. Vogliamo comunque provarci?

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