L’antica morale e gli eredi della castità tengono ancora in piedi la società

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di Sergio Bianchini – Dopo il mio articolo del 16 maggio sul rilancio della castità fatto dal Papa un mio amico, anche lui della terza età, mi dichiara che sarebbe un guaio ritornare al vecchio mondo dove le pretese moralistiche erano eccessive e spesso imposte da sacerdoti ipocriti con una doppiezza morale, quella pubblica diversa e magari opposta da quella privata.

Nella sua replica mi dice ”che il liberismo sessuale abbia prodotto molti danni alla società svuotandola completamente di ogni contenuto valoriale e portando i giovani verso il nulla, è un’amara realtà. Ma che, allora, sarebbe stato meglio continuare a dare un forte valore alla castità, non mi convince proprio”.

“Dopo rimembranze varie sulle vicende della gioventù”, aggiunge.

“Il sacerdote che mi ha battezzato e sposato, aveva un amante stabile, senza apostrofo… Dormiva quasi tutte le notti in canonica perché, si diceva, aveva paura dei ladri. Sono stati visti più volte baciarsi, in giardino.

Poi, in confessionale, torturava me perché mi facevo le pippe…

Mi sa che queste cose sono sempre accadute. Mentre milioni di persone nei monasteri vivevano in… hem… castità, i Papi avevano le concubine alla luce del sole.

Ma non è su queste cose che dobbiamo fermarci. La santità è rara. Pensiamo piuttosto come educare i nostri giovani, dicendo loro, in bene e in male, tutta la verità. Nel frattempo insegniamo loro la scienza del discernimento. E che Dio ce la mandi buona”.

Quindi si ammette che la situazione attuale sia fortemente deteriorata ma non si vedono vie d’uscita. E proprio qui invece dovrebbe concentrarsi la nostra intelligenza e la nostra passione.

Così ho risposto all’amico:

Ciao Vin

Per insegnare ai giovani il discernimento bisogna possederlo.

Forse i giovani (oggi si è giovani fino a 40 anni) le “nuove” verità le conoscono meglio di noi.

Noi siamo cresciuti nel mondo antico, dove la vita era ancora dura, con povertà, malattie, morte facile.

La legge morale antica era dura per questi motivi e non per l’arbitrio di guide ipocrite. Certo, avere guide ipocrite rende più amara la medicina ma bisogna ammettere, oggi, con calma, che la medicina della morale antica era necessaria. Lotta teorica implacabile alla lussuria, ma accanto anche perdono e sostegno alle madri nubili, ai figli abbandonati.

La doppiezza del nostro mondo sta forse qui, in imperativi teorici troppo elevati e una prassi concreta al livello dell’umanità reale. Una doppiezza non solo di singoli dirigenti “ipocriti” ma di un intero mondo che è nato da una fusione non perfetta tra cristianesimo e paganesimo.

E in questa doppiezza chi si è sempre mosso meglio e ancora si muove meglio è proprio la chiesa.

Lo stato sociale gradualmente prende su di sè le antiche funzioni della chiesa ma ancora non basta. E il paganesimo prevale e domina nelle classi dirigenti chiacchierone e incapaci che generiamo da decenni.

Adesso il papa riceve e rilancia (forse persino controvoglia) il bisogno di illuminare di nuovo la castità e quindi di contrastare la lussuria dominante nei media, negli artisti, negli intellettuali. Tutti i big gli si scatenano contro.

Ma la verità vera è che proprio le nuove unioni, quelle nate liberamente, carnalmente, senza “tabù” durano pochissimo. E nelle classi attuali i bambini figli di separati sono circa 1/3 o perfino metà del totale.

Per fortuna nei giovani cresce l’indifferenza e perfino la repulsione verso la nuova “morale”, liberista in teoria ma prepotente nella pratica quando irride il “tradizionalismo”.

La morale antica, da tutti o quasi i vecchietti maschi contestata, ha però prodotto un tipo umano pregevole, capace (in media) di affrontare le difficoltà della vita, sia nei maschi che nelle femmine. Ha prodotto quelle relazioni familiari intense ancora valide che salvano almeno in parte la società dalla disgregazione totale. E così i soldi e le cure dei nonni salvano ancora le situazioni.

E proprio queste relazioni più profonde, quelle familiari, sono quelle dove la castità è assoluta, tra genitori e figli, tra fratelli e sorelle. Nella famiglia la castità è obbligatoria per tutti, salvo tra i due fondatori.

Questa famiglia che oggi tutti ancora accettano si è formata dopo millenni di imposizioni “moralistiche”, perché prima (fino a 3000-4000 anni fa, fino a Mosé) le relazioni sessuali tra parenti strettissimi erano quasi normali mentre oggi l’incesto è una delle cose più esecrate anche se esiste ancora.

Cerchiamo quindi di dare stabilità e dinamismo alla società di oggi e di domani, mettendo al centro non ostilità antiche ma l’esame lucido delle contraddizioni e dei sentimenti possibili. Compatibili anche con la vita della società attuale e dello stato moderno a cui tutti chiedono anche l’impossibile ma che non ce la fa più a stare in piedi.

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