L’amaro del capo. Le promesse di Matteo non pigliano pesci

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di Stefania Piazzo – Questa volta gli italiani sono più sgamati. E il 30% non glielo hanno dato. Se Matteo Salvini si fa scippare la terza posizione nella hit dei partiti dal Terzo Polo un motivo ci sarà. Le promesse non mantenute, gli annunci, la progressiva deriva confessionale del suo partito verso rotte che di religioso hanno solo il culto del capo, non fanno pigliare pesci.

In questi giorni Il Foglio ha elencato la lunga e recente serie di promesse elettorali, prontamente sgonfiate dal pragmatismo di Giorgia Meloni, premier di governo e non di lotta. Quella, è servita per conquistare il consenso, ora serve far vedere che si è capaci di tenere la rotta.

Salvini, invece? Il Foglio ricorda l’abolizione del canone Rai. E’ già archiviata. L’Iva a zero sui beni di prima necessità? Adelante piano pianissimo. I nuovi 10mila uomini e donne nelle forze dell’ordine? Si vedrà. Via la Fornero? Missione incompiuta.

Scrive il Foglio: “Quando Salvini. in una diretta TikTok, ha detto: “Pagare il canone Rai per guardare i Fazio o i telegiornali di sinistra, anche no!”. Dimenticandosi di ricordare che però nelle stesse ore, a Che tempo che fa, c’era ospite il suo compagno di partito Luca Zaia. Ebbene, alla prima prova ufficiale qual è la presentazione della legge di Bilancio cos’ha ottenuto? Niente, visto che la norma non è stata presa nemmeno in considerazione. E del resto dagli uffici del Mef s’era sollevata un’alzata di spalle trasversale quando i leghisti avevano provato a introdurre la misura in questa finestra temporale. Addirittura il canone rimarrà in bolletta anche per il prossimo anno per far di conto con le ragioni di bilancio della tv pubblica, sempre a caccia di finanziamenti”. Ma allora, Matte!

Quota 103 infine interesserà una platea di 48mila lavoratori. Poco o niente.

Sull’Iva si arriva al 5% per molti beni di prima necessità, ma quota zero non c’è. La flat tax per tutti non ci sarà, il tetto al contante, uscito dal cilindro per rubare la scena a Meloni, sarà di 5 e non di 10mila euro.

In compenso, però, ci sarà il ponte sullo Stretto. Lo ricorda la stampa in coro. E’ la sola promessa che è riuscito a mantenere. Tutto qua?

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