La sinistra che si “mangia” i propri leader e la futura spartizione Nord-Sud tra Lega e…

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di Fulvio Curioni – L’antico stile della sinistra resta quello di “uccidere” i suoi leader, il ritorno di Letta inchioda la memoria collettiva a quel 13 febbraio 2014 con Renzi a capo del complottismo di partito, suonare il campanello ricevuto dalle mani di Letta, per nulla divertito, ed accomunato a Prodi, candidato da Bersani al Quirinale nel 2013 e tranquillamente tombinato dalla base vicina a Marini; sempre la solita storia che si ripete, l’8 febbraio 2014 di buon mattino a Palazzo Chigi, Enrico Letta riceve nel suo studio tre ospiti che vogliono incontrarlo, il vicesegretario del Pd Guerini, il presidente dei senatori Zanda e quello dei deputati Speranza, per chiedergli di lasciare il campo, Letta risponde come questa sia un’operazione che farà male al paese, chiedendo a Renzi di ascendere a Palazzo Chigi, operazione di alta chirurgia politica, atta a eliminare i propri leader. Accomunando nel percorso dei caduti sul campo due presidenti del consiglio Prodi nel 98 e D’Alema nel 2000, due segretari del Pd Veltroni nel 2009 e Bersani nel 2013 ed un candidato al quirinale, Prodi nel 2013.

Nel centro politico invece continua a vincere Gianni Letta, l’eminenza azzurrina, dettando linea programmatica e forza politica in forza italia, il quale rafforzato dall’ascesa di Draghi ha rimesso in riga i forzisti: fuori Tajani e Bernini dentro Gelmini e Carfagna, con il burbero Brunetta, egocentrico ma alineato al pensiero unico antisovranista. La nuova forza italia governista e democristiana ci ha messo un secondo a rifarsi il trucco concludendo con una epurazione sulle future liste di una pulizia di tutti i sovranisti filo salviniani. Pare questo l’accordo: disco verde alla lega egemone al nord nei collegi uninominali, mentre forza italia rappresenta il centro-sud. Nasce cosi’ il nuovo centro con la lega in odore di Cdu e forza italia rilanciata al centro sud, la discesa in campo di Conte suggella con il movimento pentastellato in grado ora di catturare l’anima dell’elettorato moderato cattolico e green del paese, la restaurazione della balena bianca. Una grande antica e moderna coalizione in grado di predisporre ed imbandire la tavola pronta a fare gustare il ricchissimo piatto del recovery plan, di 222 miliardi euro ormai in fase di cottura. Buon appetito Italia.


Foto di Marialaura Gionfriddo

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