La libertà di informare, sempre e comunque, per essere liberi di scegliere

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di Roberto Paolino – In questi giorni abbiamo assistito a un episodio che ha fatto discutere e ci riferiamo alla presenza del  direttore di tg Rai alla convention di Fratelli d’Italia come relatore. A seguire ci sono stati forti proteste per l’intervista del ministro dei esteri russo Sergej Viktorovič Lavrov in una rete nazionale privata.

Entrambe le situazioni ci fanno riflettere su come sia considerata la libertà di stampa in questo Paese. Da un lato ci si pone mille domande,  tra cui l’opportunità di mandare in onda l’intervista. Da un altro lato della vicenda nessuno si chiede quanto fosse opportuno che il direttore del tg due che ricordo è un servizio pubblico ,e lo stipendio gli viene pagato con il canone da tutti i cittadini, partecipasse e non da intervistatore ma come relatore ad un evento di partito.

La comunicazione deve essere scevra da propaganda o asservimento al potere di turno? Oppure come tanti pensano, deve essere il megafono del potere? Lunga vita alla stampa libera e coraggiosa, quella che pensa che informare i lettori sia sempre un valore. Da liberale pur non condividendo nulla di quello che ha detto il ministro degli esteri russo, mi schiero a favore del giornalista che lo ha intervistato, anzi lo reputo un grande scoop giornalistico. Tutte le polemiche, interventi autorevoli, contrari all’intervista, generano la sensazione che qualcuno pensi che noi cittadini non siamo in grado di valutare tutto ciò che leggiamo o ascoltiamo. Pensano che sia opportuna una sorta di censura salvifica o di produrre informazioni ripulite da ciò che noi non dobbiamo sentire e conoscere. Ovviamente per il nostro bene, perché ci giudicano un gregge da guidare nella direzione che si ritiene più opportuna.

In ogni caso e per sgombrare il campo da possibili equivoci ritengo che le parole del ministro degli esteri siano orribili, sono contento di averle ascoltate in quanto hanno rafforzato il mio libero pensiero, mi sono fatto una chiara idea su come pensa Putin e i suoi collaboratori, ho ascoltato un linguaggio antico carico di odio, a dimostrazione che chi governa ha ancora in mente l’Unione Sovietica, e i metodi brutali e dittatoriali che tutti ricordiamo.

Trovo dall”altra sconveniente la presenza del direttore del tg di Rai Due a un evento partitico con il ruolo di relatore.
Ritengo che una delle prime riforme da fare sia ripensare il sistema di informazione pubblica, togliendola definitivamente dalle mani dei partiti.

La libertà di espressione di informazione anche quella scomoda, sono un valore da proteggere, fare il contrario ci porterebbe ad essere come loro (la nomenclatura Russa). “La libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare“. (Piero Calamandrei)

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