In Olanda i politici – in bicicletta – si dimettono sul serio

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di Fulvio Curioni – Diametralmente opposto, il modo di pedalare in Olanda, da quello italiano. Si dimette il Governo a due mesi dalle elezioni, travolto dallo scandalo sui sussidi all’infanzia, migliaia le famiglie, molte con cognome stranier , costrette a restituire ingiustamente aiuti per decine di migliaia di euro senza possibilita’ di fare ricorso.

Il primo ministro Olandese Mark Rutte arriva a Palazzo reale per rassegnare le dimissioni. Un rapporto parlamentare – intitolato «Ingiustizia senza precedenti» – ha infatti chiarito che l’amministrazione fiscale ha accusato ingiustamente di frode, senza concedere la possibilità di fare ricorso, circa 26mila famiglie.

Almeno 10mila di queste hanno dovuto rimborsare decine di migliaia di euro, ingiustamente, finendo in protesto. Lo stress subito ha portato a perdite di lavoro e divorzi.

«Si tratta di decine di migliaia di genitori che sono stati schiacciati sotto le ruote dello Stato. Non ci sono dubbi, è una macchia colossale», ha detto in conferenza stampa Rutte. «Non è mai accettabile – ha poi aggiunto – che qualcuno senta di essere stato discriminato per ragioni di nazionalità, di razza, di genere o di orientamento sessuale. È assolutamente inaccettabile in uno Stato di diritto».
E cosi’ il primo Ministro Olansese , si è recato dal Re in bicicletta per rassegnare le proprie dimissioni.
Lo stato di diritto, come noto, norma ogni atto o fatto compiuto e ne sancisce le conseguenze.
Per questo, credo opportuno ribadire come il nostro non possa definirsi “stato di diritto ” poiche’ da noi le biciclette le possono utilizzare partendo da Sindaci di grandi comuni fino a noti segretari di partiti, da leader di governo, fino a premier indegni di tale nome.
Renzi ne e’ esempio ad hoc! parte ad utilizzare la bicicletta, inaugurando a Firenze la stagione della Leopolda , mista a selfie unita ad un inglese parlato goffamente, scivola nelle sue marmellate condite di autorevoli sponsor, per terminare la sua caduta, tornando a casa sua in bicicletta per accarezzare i suoi figli nel sonno promettendo di mai piu’ tornare alla politica attiv .


E invece , eccolo ancora in bicicletta, pedalare piu’ forte di altri, mettendo un bastone nei raggi delle altre biciclette , provocando cosi’ un’opera talmente buffa da fare arrossire Dario Fo.

Quindi, in questo nostro pazzo paese, le biciclette vengono utilizzate in modo diametralmente opposto agli Olandesi, un popolo capace di riconoscere i propri fallimenti istituzionali e senza mezze misure , cambiare la scena politica senza mal di pancia, tentativi di cambiare pelle , o peggio , inventarsi come “costruttori” o “patriottici” .


Credo la nostra terra e la nostra gente meritino come sempre poter vivere con una dignita’ umana e politica che nulla abbia a che fare con questi cialtroni, d’altra parte, vero il detto che il pesce puzza sempre a partire dalla testa, pertanto, dobbiamo rialzare con vigore la nostra identita’ padana, cercando di tradurre in fatti concreti la ribellione a questo status quo, fatta di idee chiare, donne ed uomini ricchi di onesta’ intellettuale ancor prima che di chiacchiere da salotto, credibili poiche’ detentori di quel progetto capace di ribaltare la base dall’altezza, ponendo e gestendo i soldi derivante da quel risiduo fiscale ancora ad oggi una chimera , a servizio di un territorio , quello lombardo – veneto, non solo referendario ma reale.

Immagine dalla pagina fb Bikeitalia

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