Il travaso di voti a FdI al Nord. Una campagna elettorale lontano dai problemi della gente

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di Giovanni Robusti . Chi decide di dedicarsi alla politica ha il dovere di informarsi meglio del cittadino, impegnato nei suoi problemi quotidiani, sulle questioni a cui è chiamato ad esprimere una opinione. Diversamente, da yes man, non fa un buon servizio al paese. Non è esattamente “guadagnarsi la pagnotta”.

Questa è una assurda e surreale campagna elettorale. Si discute sempre e solo delle emergenze quotidiane. Nessuno che prospetti soluzioni. Poca analisi sui problemi di fondo. Che peraltro saranno i problemi della legislatura. Siamo un paese con crescita demografica negativa. I giovani espatriano e qui restano i meno capaci. Il lavoro femminile è paragonabile a un paese islamico dove le donne è ben noto in che condizioni siano. La produttività è ultima in Europa. Sulle rinnovabili siamo al palo e non ci resta che perderci sulla favola del nucleare di ultima generazione. Idiozia, a mio avviso, che produrrà, semmai, energia tra 10 anni. 10 inverni al gelo nell’attesa. Siamo scavalcati e alla grande anche dal piccolo e non certo ricco Portogallo che nel 2025 sarà autonomo da fonti fossili e senza nucleare. E il debito pubblico, la sanità etc etc.

Ebbene in questa strana, italica situazione, pare quantomeno curioso dividersi tra putiniani e non putiniani. Il tutto deriva dalle indagini di “mercato” tra gli elettori. Mi pare di aver letto che il 44% degli italiani ritiene che se venissero abolite le sanzioni, si tornerebbe alla situazione pre crisi. In barba agli ucraini che avrebbero potuto ben adeguarsi all’invasione, anzi applaudire ai liberatori. Pare la storia di un paese che non ha mai finito una guerra con chi l’ha iniziata. Pare di vedere i documentari Luce con le piazze piene prima e dopo il Duce. Sempre con la stessa gente.

Che ci siano metà degli italiani egoisti e menefreghisti pare vero. Ma pensare che gli stessi soggetti votino di conseguenza credo sia un azzardo. Anzi, potrebbe essere un boomerang. Sia perché si escludono i restanti 66% che potrebbero far perdere voti. Sia perché da qui al 25 settembre potrebbe cambiare la situazione.

Potrebbe scendere, da solo, il prezzo del gas. Come pare succeda. Oggi Putin dichiara che taglia il tubo e guarda caso il gas scende del 30% e più. Potrebbe finire la guerra, fallire Putin, saltare l’Ucraina. Scoppiare, o anche no speriamo, una centrale nucleare.

E finalmente anche Bruxelles, stante che l’Italia non ha nessun titolo sulle sanzioni, sta venendo sull’idea di Draghi del tetto al rezzo. Anche perché la crisi dell’energia è iniziata ben prima della guerra in Ucraina. E la recessione che genera potrebbe far scendere il valore delle materie prime al di là della guerra.

Forse sarebbe meglio che la campagna elettorale si concentrasse sui problemi veri. Ma tutti rincorrono i fatti del giorno. Tutti parlano più dei problemi degli avversari che di quelli del paese reale. Tutti accusano gli altri di errori senza però suggerire delle soluzioni. Tutti rincorrono un esito che di scontato non ha proprio nulla. Troppe variabili in campo. Elevata quote di indecisi. Nuovi collegi per riduzione numeri parlamentari. Situazione esterna in mutazione costante, imprevedibile e incidente sul singolo in modo rilevante.

Sperare che negli ultimi 15 giorni si riesca a capire cosa vogliano farei i partiti dei problemi veri è un miraggio. Sono spariti gli ideali. I valori. Se invece di Russia si parlasse di Padania forse non al nord Italia , FdI non avrebbe assorbito tutti i voti della ex Lega Nord. Con buona pace delle prossime elezioni regionali dove tutto può succedere. Anche di perdere ben più di una presidenza. E non cambierà nulla. Tranquilli.

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