Il trasformismo politico che campa di bonus e presunti ristori

Lettura 3 min

di Fulvio Curioni – L’espressione è spesso usata nel linguaggio politico dove indica un improvviso trasferimento da un partito ad un altro, per interessi talora particolari, senza badare alla diversa connotazione politica. Questa pratica è tipica del “trasformismo politico” e chi la mette in atto è chiamato comunemente “voltagabbana” o “cambio di casacca” .

Esattamente ciò che accade in questi giorni, ferendo ancora più ogni italiano, incapace di concepire una soluzione radicale a tale sport, spesso perpetrato fino all’eccesso, con la benedizione da parte delle più alte cariche dello stato, incapaci anch’esse di quella autorevolezza idonea a garantirne la corretta cancellazione politica, inaugurando in tal modo una nuova stagione pubblica di liberazione, ancor più radicale di quella vissuta nel 1947 nel nostro paese.

In questa fase pandemica, il governo ratificato dal parlamento ha approvato interventi anticrisi pari a 165 miliardi di euro. Tale scelta è stata esercitata come e una grande responsabilità politica trasversale, quasi una grande coalizione nell’interesse del popolo. E quindi andiamo ad indebitare il paese, comprese le future generazioni con un superficiale quanto falsamente solidale senso di responsabilità capace di fare passare nella pubblica opinione il concetto di un debito buono per ciò che buono non è.

Ecco allora fiorire bonus e redditi di cittadinanza, in attesa dei 209 miliardi peraltro ancora per fortuna ipotecati dalla Ue in attesa di visionare a fondo concrete riforme e progetti. Questo il concetto, ancora uno stato assistenziale, incapace di un vero aiuto politico sostenuto da progetti infrastrutturali a lungo respiro, già, in effetti, governi più o meno balneari, espressione di proporzionali allargati a “responsabili” o “nuovi cespugli di centro ” con orizzonti appesi a starnuti degli astanti onorevoli o senatori… Con quale voglia possono fare riforme e spendere risorse in servizi per il bene comune? Non possono che rendicontare bonus e ristori a destra e manca, sperperando così il denaro pubblico per interessi biechi di parte, di più squallide parti, ancora capaci di tenere sotto scacco economia e cultura, progresso e lungimiranza così indispensabili al paese reale per tentare di crescere con un colpo di reni.

Con l’augurio, senza offesa per la quaglia, di relegarla solo ad un ghiotto pranzo per intenditori venatori, cancellandone così ogni wikipediana interpretazione futura.

Photo by Cécile Brasseur 

Servizio Precedente

Zamberletti, a due anni dalla scomparsa giornata di studio su rischio idrogeologico. Il 26 gennaio in streaming su youtube

Prossimo Servizio

Meloni invoca l'art. 81 della Costituzione per sciogliere le Camere. Ma è il pareggio di bilancio. Il Corriere non corregge

Ultime notizie su Opinioni