Il ritorno dei Verdi, l’europeismo da salotto

19 Marzo 2021
Lettura 1 min

di Roberto Gremmo – Alleluia, habemus viridis. Traduzione: esultiamo, abbiamo i Verdi. Ne sentivamo davvero la mancanza ed eravamo addolorati che fossero entrati in letargo (in sonno…) dopo essere stati abbandonati dagli ingrati elettori. Ed eccoli di nuovo, dopo aver sostituito al sole che ride un’ostentazione di conformistico europeismo.

L’alibi per il ritorno in pista e’ fornito dalla transizione ecologica, un concetto astratto che non vuol dire un bel niente ma fa tanto nuova politica per un domani radioso. Anche perché nella prospettiva di una legge elettorale maggioritaria, in una coalizione di sinistra anche qualche misero decimale in più può sempre far comodo.  Ecco allora tirar fuori dalla naftalina gli irriducibili dell’ambiente pronti a starnazzare dal salotto di casa di sconquassi climatici in gran parte sovrastimati, di parchi per ingabbiare la gente che ci vive, di raccolta differenziata di rifiuti che non andrebbero prodotti in una società più equilibrata, di animalismo astratto mentre non si muove un passo per difendere la civiltà contadina, l’unica che davvero protegge ed ama le bestie. Siamo sempre lì. Hanno mutato il simbolo, ma restano gli stessi. Come le angurie, sono verdi di fuori ma rossi dentro e con tutti quei cosini neri che danno tanto fastidio: i politicanti che cercano di nuovo un posto al sole. Che a vederli sgambettare per uno strapuntino certamente non ride.

Photo by Amy Shamblen 

IL GIORNALE

Direttrice: Stefania Piazzo
La Nuova Padania, quotidiano online del Nord.
Hosting: Stefania Piazzo

Newsletter

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Servizio Precedente

Confesercenti Como: appello ai politici, fateci aprire ristoranti in sicurezza a Pasqua

Prossimo Servizio

Contagi, trend in crescita in 9 regioni. Una dose di vaccino su 4 resta in frigorifero

Ultime notizie su Opinioni

Propaganda russa in Italia, Fazzolari: attiva ed efficace

“Soltanto disinformazione” e “propaganda. E la propaganda russa è da sempre molto attiva ed efficace, dalle nostre parti. È un’arma all’interno di una guerra ibrida”. Così il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari definisce in un’intervista
TornaSu

Don't Miss