Il fallito golpe in Giordania, vaso di coccio tra vicini sauditi e israeliani

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di Luigi Basso – La monarchia ereditaria giordana ha instaurato un sistema relativamente stabile (per gli standard mediorentali) da circa 70 anni a questa parte.
Al re Hussein successe alla fine del secolo scorso il figlio Abd Allah II, che è tuttora seduto sul trono.
In queste ore sembra che l’intelligence giordana abbia sventato un colpo di stato arrestando alcuni alti funzionari dello stato, vicini alla corona.
Il tentativo sarebbe stato fermato ad un livello di preparazione molto avanzato e colui che sarebbe stato destinato a prendere il posto del re sarebbe il suo fratellastro, l’ex principe ereditario Hamzah bin Hussein.
Le fonti ufficiali negano che il principe sia stato arrestato, ma la stampa internazionale afferma che in queste ore Hamzah sarebbe ai domiciliari.
La Giordania sembra essere passata da ago della bilancia stabilizzatore della regione a vaso di coccio tra i vicini sauditi e israeliani.


Questioni politiche (lo status dei profughi palestinesi che la dinastia giordana non vuole integrare più di tanto), questioni religiose (la contesa della moschea Al Aqsa tra hashemiti, giordani, e discendenti Saud, arabi sauditi) si intrecciano in modo inestricabile con possibili contrasti dinastici e successorii (il figlio del Re, il 27enne Husayn, nel 2004 divenne principe ereditario proprio al posto di Hanzah, accusato di essere tra i cospiratori).
Sembra che la dinastia regnante abbia salvato il trono, vedremo quanto saldamente nelle prossime settimane.


Photo of Hisham Zayadnh

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