Il Dragopardo e il Pass verde: cambiare tutto per non cambiare nulla

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di Luigi Basso – Ieri sera il Consiglio dei Ministri ha emesso un comunicato stampa con il quale ha anticipato alcune misure che saranno presenti nel Decreto chiamato solennemente “Riaperture”: in realtà sarebbe stato più corretto chiamarlo “miniriaperture”.
Tra le misure annunciate più importante è prevista l’introduzione, delle “certificazioni verdi Covid19”, comprovanti l’avvenuta vaccinazione, la guarigione dall’infezione o l’effettuazione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo.
Le certificazioni di vaccinazione e di avvenuta guarigione avranno una validità di sei mesi, quella relativa al test risultato negativo sarà valida per 48 ore.
Gli spostamenti tra le Regioni diverse nelle zone bianca e gialla saranno liberi, mentre quelli verso zone rosse o arancioni saranno possibili solo con la “certificazione verde”.


Nella zona gialla, fino al 15 giugno, è consentito lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata una volta al giorno, dalle 5 alle 22, a quattro persone oltre a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione. Le persone che si spostano potranno portare con sé i minorenni sui quali esercitino la responsabilità genitoriale e le persone con disabilità o non autosufficienti conviventi.
Lo stesso spostamento, con uguali limiti orari e nel numero di persone, è consentito in zona arancione all’interno dello stesso comune.
Non sono invece consentiti spostamenti verso altre abitazioni private abitate nella zona rossa. Fino alla conclusione dell’anno scolastico 2020-2021, è assicurato in presenza lo svolgimento dei servizi educativi per l’infanzia, della scuola dell’infanzia, della scuola primaria (elementari), della scuola secondaria di primo grado (medie), e, per almeno il 50 per cento degli studenti, della scuola secondaria di secondo grado (licei, istituti tecnici etc.).

Nella zona rossa, l’attività didattica in presenza è garantita fino a un massimo del 75 per cento degli studenti ed è sempre garantita la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali.

Nelle zone gialla e arancione, l’attività in presenza è garantita ad almeno il 70 per cento degli studenti, fino al 100 per cento. Nella zona gialla sono consentite le attività dei servizi di ristorazione con consumo al tavolo esclusivamente all’aperto, a pranzo e a cena, nel rispetto dei limiti orari agli spostamenti in vigore. In zona gialla sono ammessi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, live-club e in altri locali o spazi anche all’aperto sono svolti esclusivamente con posti a sedere prenotati e a condizione che sia assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, sia per il personale.

La capienza consentita non può essere superiore al 50 per cento di quella massima autorizzata e il numero massimo di spettatori non può comunque essere superiore a 1.000 per gli spettacoli all’aperto e a 500 per gli spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala. Restano sospesi gli spettacoli aperti al pubblico quando non è possibile assicurare il rispetto di tali condizioni. In zona gialla, le disposizioni previste per gli spettacoli si applicano anche agli eventi e alle competizioni di livello agonistico e riconosciuti di preminente interesse nazionale dal CONI o CIP.


In zona gialla è consentito lo svolgimento all’aperto di qualsiasi attività sportiva anche di squadra e di contatto, piscine all’aperto e, dal 1 giugno, palestre. Dal 15 giugno in zona gialla, è consentito lo svolgimento in presenza delle fiere e dal 1° luglio 2021, dei convegni e dei congressi; dal 1 luglio 2021 sono consentite in zona gialla le attività dei centri termali e quelle dei parchi tematici e di divertimento.

Come si può notare, considerata la stagione estiva in vista, è facile prevedere che il colore giallo sarà quello preminente e, dunque, il Pass Verde – che era la misura che più incuteva timori sul piano della tenuta dello Stato di Diritto – è stato abilmente maneggiato da Draghi che, pur introducendola in teoria, nei fatti l’ha disinnescata.
Da una parte si può certo tirare un sospiro di sollievo, ma dall’altro rimane la preoccupazione per una norma che, comunque vada, rappresenta un precedente, che domani potrà sempre essere invocato da qualche malintenzionato al governo.

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