Il destino di Kiev passa per Varsavia

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di Luigi Basso – Il destino dello Stato Ucraino sembra sempre più passare dalle parti di Varsavia.
Se l’interessamento polacco per le sorti dei vicini è infatti certamente comprensibile data la contiguità con l’Ucraina, l’iperattivismo di questi ultimi giorni – caratterizzato da iniziative singolari – lascia ipotizzare che la Polonia abbia ben precisi programmi circa il destino di Kiev, programmi che vanno ben al di là del soccorso e dell’aiuto a resistere allo storico nemico russo.
I polacchi sono da secoli in lotta contro i Russi, certo, ma le ultime mosse di Duda fanno presagire che Varsavia abbia in mente di realizzare, dopo la guerra, una sorta di protettorato sulla parte Ovest dell’Ucraina.


Domenica il Presidente Duda si è recato presso il Parlamento di Kiev e ha formulato un discorso politico di indirizzo molto chiaro: nessuna resa a Mosca, decideremo insieme il vostro futuro, avanti con l’ingresso nella UE (quella UE contro la quale la Polonia ha in atto un braccio di ferro da anni, al limite della Polexit….).


Il Parlamento ucraino sta discutendo di concedere per legge uno status giuridico particolare ai polacchi, ammettendoli persino nella Pubblica Amministrazione (ma, attenzione, non vi sono notizie che la Polonia stia facendo altrettanto).
I due Paesi stanno inoltre lavorando alla sostanziale eliminazione della dogana fisica e alla creazione di partnership sui trasporti e sui commerci.
Il tempo dirà se si tratterà di una cooperazione paritaria o se la Polonia avrà l’egemonia ed il controllo decisionale.
Di sicuro, libri di Storia alla mano, Berlino non può gradire nessuno dei due scenari, né tantomeno Bruxelles, al di là delle enunciazione di principio: la Polonia sta chiaramente giocando una partita in proprio.

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