Il balletto politico (della morte) su Astrazeneca

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di Luigi Basso – Un mese fa, a fronte dei numerosi incidenti – anche mortali-accaduti ai soggetti appena vaccinati con AstraZeneca, i giornaloni diffondevano messaggi tranquillizzanti a piene mani.
“Non c’è la prova che le lesioni e le morti siano dovute al vaccino”, “Astrazeneca è sicuro”, e così via.
I fact checkers, nuova versione anglofila dei manganellatori di regime, comminavano l’espulsione dal mondo civile per chi osava sollevare il Dubbio: fuori, cartellino rosso! Chi osa mettere in Dubbio la verità di regime è un terrorista, perché siamo in guerra.
Addirittura l’11 marzo, al telefono, Draghi e la Van der Leyen (seduta su sofà o poltrona?) concludevano in modo tranciante e definitivo che non vi era nesso tra vaccino e trombosi.


Di fronte all’evidenza dei fatti, oggi, EMA dichiara che è assai probabile che vi sia un nesso tra lesioni e decessi ed il vaccino Astrazeneca e pertanto ne viene consigliata la somministrazione agli over 60.
Questo balletto assurdo dimostra che la fase di sperimentazione dei vaccini è lungi dall’essere terminata e che, in questa situazione, sia la disciplina del consenso informato sia l’obbligo vaccinale sono sempre più passibili di illegittimità costituzionale.
Peraltro, sommessamente, la vicenda insegna agli uomini di governo di dotarsi di un po’ più di prudenza nelle dichiarazioni e di esibire meno certezze granitiche basate sul nulla: eviterebbero brutte figure a loro e dolori ai loro sudditi.
La vicenda insegna anche che l’Occidente ha superato tutte le altre società perché ha sempre coltivato il dubbio: le società che rifiutano il dubbio e esigono solo certezze sono morte.

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