Fabbisogno elettrico? Rinnovabili al palo, si torna in silenzio al carbone. Si profilano anni d’oro per i produttori di biciclette

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di Riccardo Pozzi – In questo momento la Francia, con i suoi 58 reattori nucleari attivi, sta reggendo in equilibrio l’intero sistema elettrico europeo, mentre la Germania, per contrastare la mancanza di gas, ha ricominciato a bruciare carbone. Lo stesso in Italia dove sono state riattivate due centrali dello stesso tipo. Il silenzio di ambientalisti ed ecologisti tenta di coprire l’inevitabile evidenza dell’inadeguatezza e insufficienza delle rinnovabili di sole e vento, che insieme e nonostante i massicci investimenti pubblici ancora oggi attivi coprono il 16% del fabbisogno elettrico e il 5% del totale energetico nazionale. La loro discontinuità intrinseca e la sostanziale impossibilità di accumulare, anche ammettendo di poterle produrre, quantità significative di energia elettrica dall’irraggiamento diurno per poi usarlo di sera o di notte, le relega a mero complemento e non a struttura portante del sistema energetico nazionale. In più ora arrivano le nostre stesse norme in materia di trasporto. La produzione e la gestione di un immenso parco di accumulazione mobile da integrare con la rete di distribuzione fissa. Si profilano anni d’oro per i produttori di biciclette.

Foto di Veeterzy

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