Elezioni e Sudtirolo – L’ex comandante Schutzen Anderlan: Nessun partito rappresenta la difesa delle identità

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di Roberto Pisani – 51 anni, quattro figli, contadino di Caldaro, Jürgen Wirth Anderlan è stato forse il più “duro e puro” comandante degli Schützen sudtirolesi degli ultimi anni. Eletto nell’aprile del 2019 a Bolzano partì subito all’attacco dichiarando “Basta all’italianizzazione!”.

Lunga barba bianca, unico candidato in lizza, vinse col 95,8% con soli 7 voti contrari su 167. Fu poi costretto a rassegnare le dimissioni a causa delle polemiche che seguirono alla pubblicazione in rete di un suo video in cui cantava un rap da lui stesso scritto, “Mama Tirol”. 

Lei è stato eletto comandante degli Schutzen sud tirolesi il 27 aprile 2019 e la sua prima dichiarazione fu: “Per noi è importante la difesa dei nostri valori, della nostra identità e della nostra lingua”.  E poi ancora “Se perdi la tua lingua perdi la tua identità, perdi tutto”. È ancora convinto di queste affermazioni?

“Sì assolutamente! Non è una cosa ovvia che ancora nel Sudtirolo quasi il 70% parla la madrelingua, il tedesco, che abbiamo la nostra cultura e la nostra tradizione tirolese, cresciuta per più generazioni.

C´era gente, come anche mio nonno, che ha dovuto combattere per questi diritti (i fascisti ci volevano italianizzare) e io lo vedo come un mio dovere e anche i miei successori hanno questa possibilità. Lei ha rispetto del suo nonno? Anch´io!”.

Nel periodo in cui lei è stato comandante vi sono state alcune manifestazioni eclatanti, per ricordare le notti dei fuochi, in cui si inneggiava all’indipendenza del Sudtirolo dallo stato italiano, ma anche lo spostamento dei cartelli del confine di stato. Rifarebbe tutto questo?

“Quello che è accaduto era e rimane un’ingiustizia. E io personalmente non lo accetterò mai.  Per quello la mia risposta è sì”.

Poi sono arrivate le dimissioni in seguito alle polemiche scatenate da un suo brano rap nel quale dichiarava che i sudtirolesi vivono nello stato sbagliato e che venivano da 100 anni trattati come una prostituta da pochi soldi. Si è pentito per quel video? Lo rifarebbe?

“Per prima cosa devo dire, ho usato questo stile di musica, perché non so cantare e mi dà più libertà di espressione. Volevo soprattutto raggiungere i giovani, che leggono poco e non conoscono i sacrifici che ci hanno dato la possibilità di vivere in questo paradiso. 

Che siamo ancora nelle stato sbagliato, mi sembra vero e se la gente pensa che stiamo bene qua, devo rispondere SI, ma non perché facciamo parte di questo stato, ma nonostante. 

La frase “trattati come una prostituta da pochi soldi“ è esagerata, ma era anche il modo di questo stile di musica di esprimersi cosi. Ma c’è anche da dire, che nel nostro paese sono state commesse ingiustizie di cui ancora oggi aspettiamo una scusa da parte dello stato”. 

Si avvicinano le elezioni per il Parlamento italiano. La provincia di Bolzano avrà meno rappresentanza territoriale vista la riforma che taglia il numero dei parlamentari. Lei ritiene, da indipendentista, che sia giusto eleggere dei parlamentari a Roma oppure si dovrebbe snobbare lo stato centrale e non presentarsi alle elezioni politiche italiane, dando così un segnale separatista?

“Penso che quasi tutti i politici sono inutili, la maggior parte non ha mai lavorato, vengono pagati del popolo e alla fine pensano solo al loro portafoglio. E purtroppo anche i nostri politici Sudtirolesi sono diventati cosi, magari ancora peggio. Mandiamone il 79% a casa e ridiamo sovranità ai popoli, vedrà che funziona meglio”.

Come vede il futuro del Sudtirolo? Attualmente la provincia di Bolzano è governata da una coalizione SVP e Lega Salvini Premier che ormai si è trasformata in un partito fortemente nazionalista.

“Di quale partito parla, SVP o LEGA (ride)? Gli ultimi due anni hanno fatto vedere che siamo la provincia più italiana tra tutte, con un presidente che sembra un figlio adottato di Mario (Draghi, ndr). E questo popolo orgoglioso, amante della libertà si è trasformato in una gregge di pecore. 

Per questo il treno della liberta è partito senza di noi. E penso anche, in due o tre generazioni il Sudtirolo non lo riconosceremo più”.

Ultima domanda: lei sogna un Sudtirolo stato sovrano indipendente oppure un’aggregazione al Tirolo austriaco?

“L’unica cosa che sogno è l’autodeterminazione. Il popolo Sudtirolese (tutti quelli che vivono qua) deve decidere, ma sogno soprattutto l´autodeterminazione per me stesso! E per quello che si è visto nell’ultimo anno, ci hanno tolto anche questa”.

Immagine dal profilo Fb di Jürgen Wirth Anderlan

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