Democrazia, media e opinione

13 Gennaio 2024
Lettura 2 min

di Sergio Bianchini – Il sedicente migliore sistema politico del mondo sarebbe la democrazia occidentale dove la libertà di pensiero si esprime in votazioni periodiche tramite le quali si nomina un parlamento che fa le leggi. I candidati sono eletti dentro i raggruppamenti dei partiti.

   Le votazioni periodiche devono avere come preliminare la libera opinione pubblica che si forma essenzialmente tramite la libertà di stampa. Questa la semplice e ineffabile teoria.

La libera opinione però è creata o almeno fortemente incanalata dal sistema informativo che in occidente ed in Italia è assolutamente in mano ai grandi imprenditori e finanzieri come i proprietari di importanti quotidiani. Queste testate furono a capo della distruzione totale dei partiti negli anni ’90 e determinarono la legislazione attuale sul finanziamento dei media e dei partiti.

Tale legislazione ha ridotto quasi a zero il finanziamento dei partiti a cui si oppone un sostanzioso finanziamento della stampa cioè principalmente del Corriere e di Repubblica.

E evidente che i partiti non contano più quasi nulla. Ne hanno ben prova gli elettori del PD dove gli iscritti avevano eletto Bonaccini segretario salvo essere sorpassati dalla elezione, aperta a tutti, della Schlein.

Di fatto quindi in occidente non è al primo posto la libertà del pensiero e della volontà politica individuale che si aggregano e esprimono nelle associazioni partitiche, ma la libertà di certa stampa, cioè dello strumento dei grandi imprenditori e finanzieri. I quali lo usano per creare i politici emergenti o  affossare quelli non graditi.

Allo stesso tempo è definito dittatoriale o autocratico un paese in cui, pur essendo presenti elezioni e parlamento legislativo, la libertà di stampa, cioè la prevalenza informativa di questi grandi gruppi, sia ostacolata o impedita.

Bisogna dire che l’abilità della grande stampa nell’incidere ormai non solo sui pensieri ma prevalentemente sui sentimenti delle masse è veramente grande. E laddove comunque il loro intervento non sia sufficiente e forti dissensi si manifestino data la presenza delle opinioni sotterranee dei social, ecco spuntare l’igiene lessicale e la moralità. Si la nuova moderna moralità che ha distrutto la morale tradizionale definita come squallido moralismo, e si pone con un rigore assoluto e fanatico ad arbitro della correttezza educativa .

Tutto questo irrazionale e perfino anticostituzionale meccanismo avallato però dai vertici del potere tramite la magistratura, produce il costante caos, i costanti ed inutili battibecchi e la costante debolezza degli organi costituzionali di governo a cominciare dal parlamento.

Proprio questo sembra essere il vero obiettivo dei detentori del potere economico: impedire governi autorevoli e stabili sintonizzati con il comune sentire. Comune sentire temutissimo (da loro) e costantemente esorcizzato e demonizzato fino all’annientamento del concetto stesso di normalità e di potere della maggioranza.

In questo assurdo schema dominante è bravo il governo che fa felici le minoranze, quelle minoranze scelte e gradite, volta per volta, dai giornali, le fruste del moderno potere davvero dittatoriale non eletto. Il moderno potere soft in mano ai big del potere economico.

La prima contromisura a tutto questo dovrebbe essere l’azzeramento del finanziamento a qualunque tipo di stampa o di televisione non pubblica. Che vivano col finanziamento autonomo e dei loro liberi fruitori.

In secondo luogo un forte ripristino del finanziamento ai partiti e l’abolizione di qualunque procedura non proporzionale e maggioritaria nelle elezioni politiche.

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Direttrice: Stefania Piazzo
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